Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.

Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.


"Il vino di qualità migliore è quello moderatamente forte e dal profumo delicato. Quando penetra in bocca, lusinga le narici e conforta il cervello. Si lega bene al palato senza ferirlo, al cuore dà gioia ed allegria!."(Le segré des segrez). Riflessioni per ricollocare il Vino nell'ambito di una cultura dietetica ed estetica. Per tradurre la degustazione in emozioni e sensazioni. Per rileggere etichette e vini nel segno della tradizione e della convivialità. Un viaggio nell'interiorità del vino. Una questione di rispetto e di gusto. Un diario personale per ripercorrere assaggi, esperienze e momenti speciali. Nessun riferimento spaziale o temporale. "Uomini dalle piccole ambizioni morali fanno vini (e non solo vini) dalle piccole ambizioni estetiche". Bevo... ergo sum!!!

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CAMPANIA STORIES I VINI ROSSI - TASTING 2

Inviato alle 07:09 il Mar. 5, 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IRPINIA

 

Vini Rosati

 

Annate 2014, 2012

Num

Aziende

VINO

Annata

1

Borgodangelo

Irpinia Rosato Borgodangelo

2014 78/100

2

Famiglietti

Campania Rosato Erigone

2012 80/100

 

Igp Campania Rosso (annata 2012)

 

3

Feudi di San Gregorio

Campania Rosso Sirica

2012 81/100

 

Dop Irpinia Campi Taurasini e Irpinia Aglianico

Igp Campania Aglianico

 

Annata 2013

4

Di Marzo

Irpinia Aglianico Cantine Storiche

2013 81/100

5

Villa Raiano

Campania Aglianico

2013 83/100

 

Annata 2012

6

Antichi Coloni

Campania Aglianico Vinicius

2012 81/100

7

Feudi di San Gregorio

Irpinia Aglianico Dal Re

2012 81/100

8

Sanpaolo

Irpinia Aglianico

2012 79/100

9

Tecce

Irpinia Campi Taurasini Satyricon

2012 86/100

 

Annata 2011

10

Antico Castello

Irpinia Aglianico Magis

2011 85/100

11

Bellaria

Irpinia Campi Taurasini

2011 82/100

12

Donnachiara

Irpinia Aglianico

2011 81/100

13

I Favati

Irpinia Campi Taurasini Cretarossa

2011 82/100

14

Le Otto Terre

Irpinia Campi Taurasini

2011  (S.V.)

15

Tenuta del Cavalier Pepe

Irpinia Aglianico Terra del Varo

2011 83/100

16

Terre del Vescovo

Campania Aglianico Marrà

2011 76/100

 

Annata 2010

17

Antichi Coloni

Irpinia Aglianico Natu Maior

2010 81/100

18

I Capitani

Irpinia Rosso Emé

2010 81/100

19

Montesole

Campania Aglianico Sairus

2010 81/100

 

 

 

Dop Taurasi e Taurasi Riserva

 

 

Annata 2011

 

20

Antichi Coloni

Taurasi

2011 84/100

21

Colli di Castelfranci

Taurasi Alta Valle

2011

(S.V.)

22

Donnachiara

Taurasi

2011 82/100

23

Guastaferro

Taurasi Primum

2011 85/100

24

Pietracupa

Taurasi

2011 83/100

25

Tecce

Taurasi Poliphemo

2011 84/100

26

Tenuta Scuotto

Taurasi

2011 81/100

27

Urciuolo

Taurasi

2011 80/100

28

Villa Raiano

Taurasi

2011 82/100

 

 

Annata 2010

 

29

Antico Castello

Taurasi

2010 86/100

30

Caggiano Antonio

Taurasi Macchia dei Goti

2010 82/100

31

Contrade di Taurasi

Taurasi

2010 92/100

32

Di Marzo

Taurasi Albertus

2010 82/100

33

Ferrara Benito

Taurasi Vigna Quattro Confini

2010 82/100

34

Feudi di San Gregorio

Taurasi

2010 81/100

35

La Marca

Taurasi Issàra

2010 78/100

36

Perillo

Taurasi

2010 84/100

37

Tenuta del Cavalier Pepe

Taurasi Opera Mia

2010 81/100

38

Torricino

Taurasi

2010 81/100

 

 

Annata 2009

 

39

Borgodangelo

Taurasi Borgodangelo

2009 81/100

40

Feudi di San Gregorio

Taurasi Piano di Montevergine Riserva

2009 85/100

41

I Capitani

Taurasi Bosco Faiano

2009 80/100

42

Sanpaolo

Taurasi Riserva

2009 77/100

 

 

 

 

 

Dop Taurasi e Taurasi Riserva (continua)

 

 

 

Annata 2008

 

43

Vesevo

Taurasi Vesevo

2008 82/100

44

Contrada Michele

Taurasi Hirpus

2008 81/100

45

Il Cancelliere

Taurasi Nero Né Riserva

2008 86/100

46

La Molara

Taurasi Santa Vara

2007 82/100

47

Montesole

Taurasi

2008 81/100

48

Terre del Vescovo

Taurasi Largo Madama

2008 80/100

49

Terre del Vescovo

Taurasi Largo Madama Riserva

2008 80/100

50

Villa Matilde

Taurasi

2008

(S.V.)

 

 

 

Annate 2007 e 2006

 

51

Bellaria

Taurasi

2007 82/100

52

Villa Diamante

Taurasi Pater Nobilis Riserva

2007 82/100

53

Cantina dei Monaci

Taurasi

2006 82/100

 

 

      54    Cavalier Pepe                     Taurasi La Loggia del Cavaliere Riserva        2008

                                                                                                                                  82/100

 

 

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CAMPANIA STORIES I VINI ROSSI - TASTING 1

Inviato alle 07:15 il Mar. 4, 2015

 

 

 

 

 

ROSSI CAMPANI A BASE PIEDIROSSO

 

Alto Casertano e Sannio

 

Annate 2014 e 2013

Num

Aziende

VINO

Annata

1

Mustilli

Sannio Sant'Agata dei Goti Piedirosso

2014 80/100

2

I Cacciagalli

Roccamonfina Piedirosso Lucno

2013 86/100

3

La Rivolta

Sannio Taburno Piedirosso

2013 87/100

 

Campi Flegrei e Vesuvio

 

Annata 2013

4

La Sibilla

Campi Flegrei Piedirosso

2013

 82/100

5

Agnanum

Campi Flegrei Piedirosso

2013 84/100

6

Casa Setaro

Vesuvio Lacryma Christi Rosso Munazei

2013 82/100-

7

La Sibilla

Campi Flegrei Piedirosso Vigna Madre

2013 81/100

 

Annate 2012 e 2011

8

Agnanum

Campi Flegrei Piedirosso Vigna delle Volpi

2012 82/100

9

Astroni

Campi Flegrei Piedirosso Tenuta Camaldoli Riserva

2012 80/100

10

Cantine dell'Averno

Campi Flegrei Piedirosso Riserva

2012 80/100

11

Sorrentino

Vesuvio Lacryma Christi Rosso Vigna Lapillo

2012 81/100

12

Contrada Salandra

Campi Flegrei Piedirosso

2011 85/100

 

 

 

 

COLLINE CAIATINE - CASAVECCHIA E PALLAGRELLO NERO

 

Blend Casavecchia e Pallagrello Nero

 

Annata 2013

13

Cantina di Lisandro

Terre del Volturno Rosso Terzarulo

2013 83/100

 

 

 

COLLINE CAIATINE - CASAVECCHIA E PALLAGRELLO NERO

 

Casavecchia

 

Annate 2012 e 2011

14

Il Verro

Terre del Volturno Casavecchia Montemaggiore

2012 78/100

15

Vigne Chigi

Terre del Volturno Casavecchia

2012 S.V.

16

Viticoltori del Casavecchia

Terre del Volturno Casavecchia Erta dei Ciliegi

2012 82/100

17

Alois

Terre del Volturno Casavecchia Trebulanum

2011 81/100

18

Terre del Principe

Terre del Volturno Casavecchia Centomoggia

2011 82/100

19

Vigne Chigi

Terre del Volturno Casavecchia Cretaccio

2011 83/100

20

Viticoltori del Casavecchia

Terre del Volturno Casavecchia Prea

2011 83/100

 

 

Pallagrello Nero

 

Annate 2013, 2012, 2011

21

Nanni Copè

Terre del Volturno Rosso Sabbie di Sopra il Bosco

2013 82/100

22

Rao

Terre del Volturno Pallagrello Nero Silva Nigra

2013 82/100

23

Selvanova

Terre del Volturno Pallagrello Nero Hero

2012 84/100

24

Alois

Terre del Volturno Pallagrello Nero Cunto

2011 81/100

25

Terre del Principe

Terre del Volturno Pallagrello Nero Ambruco

2011 85/100

26

Vestini Campagnano - Poderi Foglia

Terre del Volturno Pallagrello Nero

2012 82/100

 

 

BLEND ROSSI E IGP MISTI

Aree Viticole: Costiera Amalfitana, Colli Salernitani e Picentini, Cilento

 

Annate 2013, 2012, 2011, 2010

27

Tenute del Fasanella

Paestum Rosso Auso

2013 80/100

28

Casebianche

Cilento Rosso Dellemore

2012 83/100

29

Tenute del Fasanella

Paestum Rosso Alburno

2012 S.V.

30

Monte di Grazia

Campania Rosso Monte di Grazia

2011 82/100

31

Montevetrano

Colli di Salerno Rosso Montevetrano

2011 85/100

32

Cuomo Marisa

Costa d'Amalfi Furore Rosso Riserva

2010 84/100

 

 

 

 

ROSSI CAMPANI A BASE AGLIANICO

 

Alto Casertano e Colline Caiatine-Terre del Volturno

 

Annate 2013, 2011, 2010, 2008, 2007

33

Vestini Campagnano - Poderi Foglia

Galluccio Rosso Conca Rosso

2013 84/100

34

Tenuta Fontana

Falerno del Massico Civico 32

2011 81/100

35

Trabucco

Falerno del Massico Rosso Rapicano

2011 84/100

36

Masseria Felicia

Falerno del Massico Rosso Etichetta Bronzo

2010 82/100

37

Villa Matilde

Falerno del Massico Rosso

2010 82/100

38

Selvanova

Terre del Volturno Aglianico Selvanova

2008

S.V.

39

Villa Matilde

Falerno del Massico Rosso Vigna Camarato Riserva

2007 81/100

 

 

Sannio

 

Annate 2012, 2011, 2010, 2009, 2007

40

Mustilli

Sannio Aglianico

2012 84/100

41

Tenuta Fontana

Sannio Aglianico Civico 28

2012 81/100

42

La Pampa

Sannio Aglianico Pegaso

2011 80/100

43

La Rivolta

Aglianico del Taburno

2011 82/100

44

La Guardiense

Guardia Sanframondi Aglianico Cantari Riserva

2010 82/100

45

Ocone

Aglianico del Taburno Apollo

2009 82/100

46

Ocone

Aglianico del Taburno Vigna Pezza la Corte

2007 83/100

 

 

Colli Salernitani-Picentini e Cilento

 

Annate 2013, 2012, 2010, 2009

47

Montevetrano

Campania Aglianico Core

2013 82/100

48

Albamarina

Campania Aglianico Agriadi

2012 81/100

49

Maffini

Cilento Aglianico Cenito

2010 84/100 

50

Vuolo Mila

Colli di Salerno Aglianico 2Mila10

2010 84/100

51

Lunarossa

Colli di Salerno Aglianico Borgomastro

2009 83/100

 

 

 

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CAMPANIA STORIES 2015: il vino campano alla prova di maturità.

Inviato alle 11:27 il Mar. 3, 2015
 
 
Grand Hotel Parker's
 
 
Ripensavo in questi giorni, durante le degustazioni di Campania Stories, al mio esame di maturità (1989 sic!). Più in generale al significato che dovrebbe avere l'esame di maturità (oggi come ieri) per gli studenti alla fine  del loro percorso di studio. Ho sempre pensato che la maturità da dimostrare all'esame sia sempre stata interpretata in maniera molto discrezionale. Secondo alcuni una prova di mera conoscenza delle materie, degli argomenti, dimostrare di aver studiato, insomma. Secondo altri, ed il sottoscritto, dovrebbe, invece, essere una dimostrazione di ragionamento, di aver capito e metabolizzato quello che si è studiato, averlo fatto proprio. Non parlo solo delle materie scientifiche ma di tutte le materie anche quelle umanistiche, semmai elaborando, perché no, anche la capacità di farle interagire fra di loro. Non importa se hai dimenticato una data o un nome e neanche se hai commesso un' errore, chiaramente ed inequivocabilmente, di distrazione. L' importante è trasmettere agli esaminatori di aver assimilato quelle nozioni. E cosa altro non sono i degustatori professionisti se non una sorta di esaminatori ?! Così mentre rileggevo le note degli assaggi in rosso dell'intensa prima due giorni di Campania Stories prendeva sempre più corpo, in me, la convinzione che nonostante l' eterogeneità delle zone di produzione, di annate e di stili presentata durante le sessioni d'assaggio, le mie perplessità nascessero da tutt'altro punto di vista. La mia media di punteggi è stata insolitamente generosa ma le punte d'eccellenza, vere o presunte, molto poche. Cercavo una spiegazione plausibile ed ho elaborato una mia personalissima teoria. In quei vini che ho degustato quanto c'è dei produttori e quanto dei loro enologi e consulenti ?! Scorrendo, infatti, le pagine del prezioso libretto che gli ottimi organizzatori dell'evento hanno fornito alla stampa ci si rende subito conto che, delle oltre ottanta aziende presenti alla manifestazione, nella stragrande maggioranza dei casi tutte sono riconducibili ad un ristrettissimo numero di enologi/consulenti. Professionisti, giovani e meno giovani, che conoscono i territori d'elezione della Campania del vino, in maniera profonda ed esperta, ed hanno alle spalle, ormai (ripeto anche quelli sulla carta più giovani),  un numero importante e significativo di vendemmie. Quale è il problema allora ?! Che inevitabilmente, indipendentemente dalle loro dichiarazioni d'intento (che non vedo perché non ritenere sincere), ci sia un rischio evidente di applicare dei protocolli consolidati (ognuno il proprio sia chiaro) pressati dall'urgenza delle aziende e l' improcrastinabilità dei risultati attesi. Perché un fallimento, anche episodico (e visto il capriccioso andamento delle ultime annate, stiamo parlando di un evento non improbabile), potrebbe mettere in serio dubbio il rapporto di fiducia col produttore/cliente che a loro, ciecamente,  si è affidati. Non ci vedo nulla di male in tutto questo anzi mi pare del tutto normale se ragioniamo in un' ottica di questo tipo. Ma per lo stesso motivo non c'è da meravigliarsi, poi, di trovarsi nel bicchiere vini che pur raggiungendo un invidiabile standard qualitativo si assomiglino molto, troppo, spesso tra di loro. Mancando di quel tocco di originalità e di personalità che consentirebbe a quegli stessi vini di emergere dal gruppo. Si accorciano le distanze ma la vetta rimane lontana. Traducendo in numeri, qualora ciò possa meglio far intendere il mio concetto a tutti, degli oltre 100 campioni di vini rossi assaggiati a Campania Stories 2015 non sono (ed è la prima volta che io ricordi da quando partecipo a così ampie degustazioni sui vini della mia regione) quasi mai sceso sotto la soglia degli 80/100 (il 90% dei campioni l'ha superata, anche piuttosto agevolmente) ma, allo stesso tempo, di quegli stessi vini solo pochissimi hanno superato gli 85/100. A questo punto mi chiedo se fossi un'enoteca piuttosto che un importatore perché dovrei decidere di selezionare quel vino piuttosto che un altro ?! Potrei ridurre, eventualmente, il tutto ad una valutazione incrociata di due soli fattori: la forza della denominazione ed il prezzo ?! Può darsi che le cosa vadano così e che queste siano le dinamiche ancora oggi che regolano il mercato ma mi sembra, invece, ascoltando gli operatori del settore che cerchino ben altro. Cercano quelle "stories" che non basta più raccontare a parole ma vanno trasposte nel bicchiere in termini di originalità e personalità. Purtroppo molti produttori non hanno una loro idea di vino e continuano ad affidarsi a qualcuno che il vino non solo lo faccia ma lo pensi per loro. Non vorrei che il mio messaggio sia frainteso, e che qualcuno pensi che io voglia mettere all'indice la categoria degli enologi e consulenti. E' proprio l'esatto opposto. Vorrei che i produttori facessero, invece, sentire la propria voce e la propria idea di vino (e se non ne hanno una dovrebbe iniziare a preoccuparsi seriamente di farsene una) perché questi ottimi professionisti possano dare il meglio di sé e mettere al loro servizio tutta la loro bravura tecnica ed interpretativa. E non limitarsi a fare dei vini, forti di una sorta di delega in bianco.

Continua....
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La metafora del (vino) naturale

Inviato alle 15:04 il Mar. 1, 2015

 

 

Impariamo a camminare più o meno a un anno di età. A tre anni siamo in grado di farlo in modo automatico. a venticinque entriamo in una stanza e notiamo che tutti ci guardano, ci intimidiamo e di colpo non sappiamo più mettere un piede davanti all'altro. Un attore deve imparare a camminare con consapevolezza, deve poter muoversi sul palco con sicurezza, apparire naturale mentre tutti l'osservano: è un'abilità che bisogna riapprendere in maniera conscia. Sono convinto che un bravo attore dopo aver attraversato quel processo, sia in grado di salire sul palco e di apparire del tutto naturale. C'è una differenza essenziale tra un attore che appare naturale e il macchinista che sale con naturalezza sul palco dopo lo spettacolo. Per via della sua pratica conscia, l'attore si muove con presenza scenica e sono convinto che nel [vino] esista qualcosa di equivalente. Un attore può recitare la parte del furbo, dello stupido o imparare a camminare "in modo naturale". Ma se l'attore deve recitare la parte del giocoliere, deve essere capace davvero di fare il giocoliere. Non è una cosa che si può recitare. Quando vediamo un attore fare il giocoliere sullo schermo, la recitazione scivola via e vediamo solo la persona impegnata in un gioco di destrezza. Stiamo assistendo ad un'abilità umana e non si può fingere. Partire da [ vini ] abbastanza semplici sul piano strutturale da diventare ben presto strutturalmente più densi. Una volta raggiunto il massimo della complessità, [ questi ]subiscono una sorta di cambiamento improvviso e ricominciano a diventare semplici. Ma bisogna attraversare tutto il processo [...] sperimentando con ogni elemento che viene in mente, con ogni variazione per poi tornare a qualcosa di semplice. Scomponendo [il vino] dal punto di vista strutturale, giocandoci [...]

 

 

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Lezioni di "benessere" !

Inviato alle 11:47 il Feb. 8, 2015

 

 

 

 

 

 

Se un possessore di telefonino, uscito di casa, si accorge di averlo dimenticato, rientra a prenderlo: «Senza il telefonino mi sento nudo», opina. Ma come faceva allora la gente a vivere quando non c’era quell’aggeggio?

E, visto che se ne sente un gran bisogno – il che vuol dire che rende un gran servizio – come si riflette questo servizio nei numeri che descrivono il benessere degli italiani?


Questi numeri stanno essenzialmente nel Pil, il Prodotto interno lordo del quale abbiamo sentito parlare più volte. Ci sono altri indici che allargano il concetto di benessere, ma nessuno riesce a catturare il servizio che rende il telefonino, dall’ubiquità della comunicazione a tutte le cose – utili e inutili – che si possono fare avendo accesso a internet da quel parallelepipedino di plastica e metallo.


Ricordo che una volta un dirigente di banca mi scrisse:

 «Qualche giorno fa mio figlio si è sposato. È anche lui un impiegato di banca e anche la moglie lavora. Mi dicono che oggi uno stipendio non basta. Ora, il quesito è questo: anch’i o, quando mi sono sposato nel 1969, ero un impiegato di banca. Il mio stipendio non era alto, ma mia moglie non lavorava e potevo mantenere una famiglia. Ora, tutte le statistiche mi dicono che l’Italia è molto più ricca di allora. Perché, allora, il mio stipendio di allora bastava a mantenere me e mia moglie, mentre oggi non basta?».


Io gli risposi così: «Spesso le domande più semplici sono quelle cui è più difficile rispondere. Lei ha ragione a porsi il problema, e la risposta è questa. Tutto dipende dal tenore di vita. Quando io ero ragazzo andavo a pattinare con dei pattini di rozza fibra rossa a quattro rotelle, e mi divertivo. Oggi i pattini sono in fibra di carbonio di grado aerospaziale con ruote in linea. Al bar, negli anni Sessanta, sul banco c’era un ciotolone con lo zucchero per il caffè, e ognuno si serviva (mosche comprese): oggi ci sono confezioni igieniche con zucchero bianco, zucchero di canna e dolcificanti. Oggi praticamente tutte le macchine hanno il servosterzo e altri ammennicoli vari; allora, no. Allora (quasi) tutti avevano il telefono in casa. Oggi tutti hanno il telefono e anche il telefonino. Allora il televisore a colori era un lusso. Oggi il bianco e nero è un oggetto da museo e abbiamo a disposizione centinaia di canali. Allora gli indumenti si rammendavano e si riparavano: ricordo che mi madre mi rammendava i calzini. Oggi, se un teenager chiede alla madre di rammendargli i calzini, questa chiama la neurodeliri. Insomma, se oggi suo figlio dovesse vivere con gli stessi beni e servizi di allora, il suo stipendio basta e avanza. Ma quei beni e servizi non esistono più, quel modo di vivere appartiene a un’altra epoca. E le statistiche sui prezzi, che ci dicono che il potere d’acquisto è aumentato di molto, non possono catturare tutti i miglioramenti di qualità che sono intervenuti. Se poi il tenore di vita di adesso, che indubbiamente contiene “di tutto e di più” rispetto a prima, ci fa anche più felici... questo è un interrogativo che lascio alla sua coscienza e a quella dei lettori».

 

Fabrizio Galimberti (estratto dal Sole24Ore Junior 8 Feb 2015)

 

 

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