Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.

Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.


"Il vino di qualità migliore è quello moderatamente forte e dal profumo delicato. Quando penetra in bocca, lusinga le narici e conforta il cervello. Si lega bene al palato senza ferirlo, al cuore dà gioia ed allegria!."(Le segré des segrez). Riflessioni per ricollocare il Vino nell'ambito di una cultura dietetica ed estetica. Per tradurre la degustazione in emozioni e sensazioni. Per rileggere etichette e vini nel segno della tradizione e della convivialità. Un viaggio nell'interiorità del vino. Una questione di rispetto e di gusto. Un diario personale per ripercorrere assaggi, esperienze e momenti speciali. Nessun riferimento spaziale o temporale. "Uomini dalle piccole ambizioni morali fanno vini (e non solo vini) dalle piccole ambizioni estetiche". Bevo... ergo sum!!!

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IL P I- LOTA!

Inviato alle 08:31 il Dec. 21, 2014

 

 

 

 

 

 

Il PILOTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L' AMICIZIA

 

 

 

 

 

 

Il BENZINAIO

 

 

 

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Con pochi amici quelli veri...

Inviato alle 12:42 il Dec. 18, 2014

 

 

 

..perchè non basta bere un buon vino, bisogna condividerlo con chi si ama!

 

 

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AMO I PRINCIPI, HO ORRORE DELLE REGOLE...

Inviato alle 09:01 il Dec. 12, 2014

 

 

IL MOMENTO DECISIVO

 

 

Ah, si. E' una questione di concentrazione. Concentrarsi, riflettere, osservare, guardare e "via", sei pronto. Ma non si sa mai qual è il punto culminante di una cosa. Dunque, quando scatti, ti dici: "Sì, sì, forse, sì". Ma non bisogna scattare a vanvera. E come surriscaldarsi o alzare troppo il gomito. Bisogna mangiare, sì, bisogna bere, ma quando è troppo è troppo. Perché nel momento in cui fai scattare l’otturatore, devi subito caricare di nuovo e può essere che la foto si trovasse tra i due scatti. La differenza tra una foto riuscita e una foto mediocre è una questione di millimetri una differenza infinitesimale. Eppure è fondamentale. Non penso che ci sia una grande differenza tra i fotografi, ma forse è proprio questa differenza impercettibile a contare. Molto spesso, non è necessario vedere le immagini di un fotografo. Basta guardarlo in strada per capire che tipo di fotografo è. Discreto, in punta di piedi, rapido o simile a una mitragliatrice? Non si mitraglia una pernice. Se ne prende di mira una, poi un’altra. In quel momento, è possibile che le altre abbiano preso il volo. Ma vedo persone che fanno "tac tac tac", come se avessero il motore. La cosa incredibile è che scattano sempre al momento sbagliato. Adoro osservare un bravo fotografo al lavoro. C’è un’eleganza, è qualcosa di simile a una corrida. Fare fotografie per strada è una gioia. Ma per me la cosa più difficile è il ritratto. Non ha niente a che vedere con l’istantanea scattata per strada. La persona deve accettare di essere fotografata. È come il biologo con il microscopio. Quando si studia una cosa, questa non reagisce allo stesso modo di quando non viene studiata. Bisogna cercare di collocare la macchina tra la pelle di una persona e la sua camicia, e questo non è facile. La cosa strana è che attraverso il mirino si vedono le persone messe a nudo. Si tratta di rubare qualcosa, e a volte è molto imbarazzante. Ricordo di aver fatto, una volta, un ritratto a una famosa scrittrice. Quando sono arrivato da lei, mi ha detto: "Mi ha fatto un bellissimo ritratto alla Liberazione". La Liberazione era stata nel 1945, molto tempo prima. Ho pensato: "Si ricorda che all’epoca il suo viso non era lo stesso. Sta pensando alle rughe. Cavolo! Cosa posso dirle?". Mi sono messo a guardarle le gambe. Lei ha tirato giù il vestito, dicendo: "Sono un po’ di fretta. Per quanto ne avrà?". "Non lo so" ho risposto. "Sarà un po’ più lungo che dal dentista, ma un po’ meno che dallo psicanalista". Forse non aveva un gran senso dell’umorismo, perché si è limitata a dirmi: "Va bene". Le ho fatto due o tre foto e l’ho congedata. Perché non avevo detto quello che serviva. È sempre difficile parlare e al tempo stesso osservare un viso con intensità. E tuttavia è importante stabilire il contatto, in un modo o nell’altro. [Per realizzare il ritratto di] Ezra Pound, sono rimasto piantato davanti a lui per un’ora e mezzo, credo, in un silenzio totale. Ci guardavamo dritto negli occhi, senza imbarazzo. Lui si sfregava le dita. E penso di avere scattato una fotografia buona, quattro altre discrete e due insulse. Che fa più o meno sei foto in un’ora e mezzo. Devi dimenticare te stesso. Devi essere te stesso, dimenticarti e immergerti del tutto in quello che stai facendo perché l’immagine acquisti forza... Senza riflettere. Le idee sono pericolose. Bisogna riflettere di continuo, ma quando si fotografa non si cerca di presentare un’argomentazione o dimostrare una tesi. Non c’è niente da dimostrare. La fotografia viene da sola. Non è un mezzo di propaganda, ma un modo di gridare quello che senti. Si può paragonare alla differenza tra un libello di propaganda e un romanzo. Il romanzo deve passare per tutti i canali nervosi, per l’immaginazione. Ha molta più forza di un pamphlet a cui si getta un’occhiata per poi buttarlo via. E la poesia è l’essenza di tutto. Spesso vedo fotografi che esaltano la stranezza o la goffaggine di una certa scena credendo che la poesia sia quella. Non è così. La poesia contiene due elementi che entrano di colpo in conflitto, è una scintilla tra due elementi. Ma si offre molto di rado e non si può andare a cercarla. È come cercare l’ispirazione. No. La poesia arriva, solo se fai di tutto per arricchirti e se vivi fino in fondo, immergendoti anima e corpo nella realtà. Se vado da qualche parte, spero sempre di ottenere la fotografia di cui diranno: "Questa è la verità. Ha proprio visto giusto". Ma allo stesso tempo non sono un analista politico, e tanto meno un economista. Non so far di conto. Sono ossessionato da una cosa sola, il piacere visivo. La mia gioia più grande è la geometria, cioè la struttura. Non è che vada alla ricerca di una struttura, di forme, motivi o cose del il genere quando fotografo, ma provo un piacere sensuale, e al tempo stesso intellettuale, quando vedo che ogni cosa è al posto giusto. E il riconoscimento di un ordine che appare sotto ai tuoi occhi. E infine - ma questo è solo il mio modo di sentire -, amo scattare. Essere presente. È come dire: "Sì! Sì! Sì!", come le ultime tre parole dell’Ulisse di [James] Joyce. Non ci sono "forse". Bisognerebbe gettare tutti i "forse" nella spazzatura. Perché è tutta questione di un istante. È un momento. Una presenza. C’è o non c’è. E dire "sì!" è un piacere meraviglioso. Anche se è qualcosa che detesti. "Sì!" è un’affermazione.

 

 

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(Non solo) BORGOGNA 2012

Inviato alle 10:05 il Dec. 7, 2014

 

 

 

 

 

ROMANEE - St. VIVAINT 2005 DRC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MONFORTINO RISERVA 1996

 

 

 

 

RICHEBOURG 2012 THIBAULT LIGER-BELAIR

 

 

 

CHAMBERTIN 2012 ROUSSEAU

 

 

MUSIGNY 2012 MAGNUM DROUHIN-LAROZE

 

 

GRAN FINALE:

 

ROMANEE ST.VIVANT 2005

DOMAINE DE LA ROMANEE CONTI

 

MONFORTINO 1996

GIACOMO CONTERNO

 

 

PAUSA PARENTESI BIANCHI:

 

CHASSAGNE MONTRACHET 1ER CRU

LA ROMANEE

 

CHABLIS GRAND CRU LE CLOS

PONSON

 

MEURSAULT VILLAGE LES TILLETS

DOMAINE ROULOT

 

7^BATTERIA:

 

RICHEBOURG GC

THIBAULT LIGER BELAIR

 

CHAMBERTIN GC

A.ROSSEAU

 

MUSIGNY GC MAGNUM

DROHUIN-LAROZE

 

 

6^ BATTERIA 1ER:

 

VOSNE ROMANEE 1ER BEAUX MONTS

CECILE TREMBLEY

 

POMMARD 1ER LES EPENOTS

JOSEPH VOILLOT

 

POMMARD 1ER GRAND CLOS DES EPENOTS

DE COURCEL

 

VOSNE ROMANEE 1ER CRU LES PETIT MONT

GEORGE NOELLAT

 

 

5^ BATTERIA 1ER:

 

CHAMBOLLE MUSIGNY 1ER CRU

LECHENEAUX

 

CHAMBOLLE MUSIGNY 1ER COMBOTTES

DUJAC

 

CHAMBOLLE MUSIGNY 1ER LES FEUSSELOTTES

CECILE TREMBLEY

 

VOSNE ROMANEE 1ER LES SUCHOTS

JM MILLOT

 

 

4^ BATTERIA NSG 1ER:

 

 NSG LES SAINT GEORGES

THIBAULT LIGER BELAIR

 

NSG LES CAILLES

CHEVILLON

 

NSG LES VAUCRAINS

CHICOTOT

 

 

3^ BATTERIA VILLAGE:

 

CHAMBOLLE MUSIGNY

GEORGE ROUMIER

 

VOSNE V.V.

CECILE TREMBLEY

 

GEVREY V.V.

FOURRIER

 

MSD VILLAGE

DUJAC

 

 

2^ BATTERIA VILLAGE:

 

VOLNAY VV

VOILLOT

 

VOLNAY 

BENJAMIN LE ROUX

 

GEVREY V.V.

BACHELET

 

 

1^BATTERIA:

 

GIVRY 1ER CRU CLOS SALOMON MONOPOLE

DOMAINE DU CLOS SALOMON

 

SAVIGNY LAVIERES

CAMUS BRUCHON

 

SANTENAY CLOS DE MOUCHE

DAVID MOREAU

 

INTRO:

 

LA ROCHE MOULIN A VENT

THIBAULT LIGER BELAIR

 

CUMIERES 1ER BRUT NATURE SA

GEORGES LAVAL

 

MACONNAIS MACON CLESSE'CUVEE BOTRYTIS 1995

LA BONGRAN

 

 

 

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SERATA "MAGUM"

Inviato alle 09:51 il Dec. 5, 2014

 

 

 

Tarlant ZERO

5 *****(92/100)

 

Bonneau du Martray 2008

4 **** (89/100)

 

Vinupetra 2005 Salvo Foti - I VIGNERI

4 **** (88/100)

 

Pinot Nero 2008 Carlotto

4 **** (88/100)

 

Vrucara 2000 Feudi Montoni

3 *** 1/2 (86/100)

 

Rioja Crianza 2009 Ramon Bilbao

3 ***  (84/100)

 

Marsala Stravecchio 1956 Tenuta Antonetta Spano

5 ***** (90/100)

 

 

 

 

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