Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.

Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.


"Il vino di qualità migliore è quello moderatamente forte e dal profumo delicato. Quando penetra in bocca, lusinga le narici e conforta il cervello. Si lega bene al palato senza ferirlo, al cuore dà gioia ed allegria!."(Le segré des segrez). Riflessioni per ricollocare il Vino nell'ambito di una cultura dietetica ed estetica. Per tradurre la degustazione in emozioni e sensazioni. Per rileggere etichette e vini nel segno della tradizione e della convivialità. Un viaggio nell'interiorità del vino. Una questione di rispetto e di gusto. Un diario personale per ripercorrere assaggi, esperienze e momenti speciali. Nessun riferimento spaziale o temporale. "Uomini dalle piccole ambizioni morali fanno vini (e non solo vini) dalle piccole ambizioni estetiche". Bevo... ergo sum!!!

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L’età d’oro del cervello ? 39 anni, dopo invecchia...

Inviato alle 17:40 il Dec. 10, 2009

Salute24

 

 

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GIORGIO GRAI

Inviato alle 09:10 il Dec. 9, 2009

*O della piacevolezza fatta vino

 

Dopo aver letto recentemente* (a dir il vero raramente se ne sente parlare...) dei vini di Giorgio Grai che avevo assagiato, per la prima volta, circa 3 anni fa, ho deciso di riprovare alcune cose. Bianchi, rossi, uno spumante, sia annate recenti che annate più vecchie. Noto consulente, apprezzato per la sua abilità e sensibilità "nel comporre vini prevedendone futuri sviluppi", continua ad imbottigliare vini con una propria etichetta  che commercializza insieme a quelli prodotti in Friuli da Marina Danieli. Vini di grande eleganza che rispecchiano la finezza e la sobrietà del personaggio non lasciando spazio a sensazionalismi e colpi ad effetto, forse, anche per questo, privi di un lora istintiva ed immediata carica emozionale ma che vanno ascoltati ed aspettati alla prova del tempo.  Vini che stanno sulla tavola come pochi altri, grazie al basso tenore alcolico e la straordinaria bevibilità-digeribilità, fatti essenzialmente per essere accompagnati e funzionali al cibo (come, del resto, sempre dovrebbe essere). Grandi interpretazioni di varietale e terroir d'appartenenza.

 

Brut Metodo Classico Tradizionale GIORGIO GRAI (sboccatura primavera 1995)

Trentino Sauvignon 2007

Alto Adige Doc Pino Bianco 2007

Trentino Doc Pinot Nero 2007 

Trentino Doc Cabernet 2000

Alto Adige Doc Pinot Bianco 2001

Moscato Rosa Doc Trentino 2001

 

 

 

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BORGOGNA 2007

Inviato alle 10:56 il Dec. 8, 2009

 

Mersault "Les Luchets" Roulot

Bourgogne Blanc A. Jobard

Chablis Gran Cru Valmur Bessin

 

***

 

Moulin A Vent Clos du Tremblay Domaine Paul Janin et Fils  

Chambolle-Musigny Village Roumier

Gevrey-Chambertin Aux Echezeaux Domaine Fourrier

Ruchotte-Chambertin Gran Cru Roumier

Chambolle Musigny "Les Charmes" Ghislaine Barthod

 

***

 

Gevrey-Chambertin Les Corbeaux Bachelet

N.S.G. 1er Cru "Les Pruliers" Boillot

Gevrey-Chambertin 1er Cru "Cherbaudes" Boillot

N.S.G. Chevillon

Volnay 1er Cru "Champans" Voillot

 

***

 

Vosne Romanée Village Cathiard

Chappelle-Chambertin Gran Cru Cecile Trembley

Griotte-Chambertin Domaine Fourrier  

Clos St.Jacques Armand Rosseau

MUSIGNY Gran Cru Drohuin Laroze

 

***

 

Romanée St.Vivant 1999 Romanée Conti

Monfortino 1998

VinGiusto 1997 San Giusto A Rentennano

 

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LINO MAGA & IL SUO BARBACARLO

Inviato alle 09:50 il Dec. 7, 2009

 

1983 grandissimo: peccato per un'insistente nota fenolica (confusa inizialmente per acetaldeide) al naso che andava e veniva ed a tratti poteva infastidire. Al palato grande armonia.
 
1990 grandissimo e basta.
 
1997 vino naturale "ante-litteram":  viscerale&umorale.
 
2001  una bottiglia secondo me aveva dei problemi di precoce evoluzione, la seconda era decisamente meglio ma comunque mi sembrava un po' avanti.
 
2004  secondo me troppo alcol (oddio tra qualche anno quando si sarà asciugato da cotanta ciccia potrebbe riservarci piacevolissime sorprese ma al momento l'ho trovato un po' eccessivo).
 
2006 un bella boccia, molto in linea con il '97 nel suo istintivo e genuino approccio gustativo.
 
 
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BAROLO 2005 FERDINANDO PRINCIPIANO

Inviato alle 08:26 il Dec. 6, 2009

Azienda Agricola FERDINANDO PRINCIPIANO

 

"L'azienda vitivinicola di Ferdinando Principiano è a Monforte d'Alba. La cantina vera e propria è sorta negli anni ’50 per mano di Americo Principiano mentre dal 1993 è il figlio Ferdinando a occuparsi, con la sempre preziosa esperienza del padre nel lavoro in vigna, della vinificazione di cui ha ridefinito nel 2004 la filosofia e la concezione. Una vinificazione (ri)pensata per rispecchiare più da vicino la natura e le caratteristiche del territorio e in onore della quale ha abbandonato i concimi chimici, i diserbanti, i disseccanti e gli antimuffe, ha preferito l’uso di lieviti indigeni, ha proceduto a diradamenti ottenere rese d’uva da otto etti a un massimo di un chilo e mezzo a pianta, ha scelto fermentazioni libere dal controllo della temperatura in cantina per assecondare un (nuovo) stile di lavoro più sostenibile e in armonia con l’ambiente e ha optato per rimontaggi manuali. Quattro vigneti fanno storicamente parte dell’azienda. Primo fra tutti Boscareto, a Serralunga d’Alba, che si estende per cinque ettari coltivati interamente a Nebbiolo da Barolo. Così pure Le Coste, a Monforte d’Alba, un piccolo vigneto che non supera il mezzo ettaro ma dal quale si ricava un Nebbiolo potente e di qualità elevata. Il Barbera d’Alba è invece figlio dello storico cru di Pian Romualdo, sempre a Monforte d’Alba, così come l’ettaro e mezzo del vigneto Sant’Anna da cui nasce l’omonimo Dolcetto d’Alba. I cru della famiglia Principiano possono vantare età che variano dai quaranta ai sessant’anni."

 

Il Barolo 2005, dall'apprezzabile impatto cromatico vivo e trasparente mostra qualche limite di definizione dovuto non solo ad un'annata non particolarmente fortunata ma, soprattutto, ancora all'impiego dei tonneux francesi. Il naso è, infatti, sbilanciato su note di vaniglia e spezie dolci che pur ben integrate al naso si rivelano in un irrisolto contraddittorio con le sensazioni del palato. La combinazione con un tannino amaro e scomposto risulta in un finale dolciastro che ne limita il pieno apprezzamento. Siamo fiduciosi che il nuovo corso avviato in vigna e cantina dal giovane Ferdinando possa dare, con l'arrivo delle botti grandi di "Garbellotto", prove più interessanti  già nell'immediato futuro con le nuove annate in arrivo in commercio.

 

 

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