Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.

Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.


"Il vino di qualità migliore è quello moderatamente forte e dal profumo delicato. Quando penetra in bocca, lusinga le narici e conforta il cervello. Si lega bene al palato senza ferirlo, al cuore dà gioia ed allegria!."(Le segré des segrez). Riflessioni per ricollocare il Vino nell'ambito di una cultura dietetica ed estetica. Per tradurre la degustazione in emozioni e sensazioni. Per rileggere etichette e vini nel segno della tradizione e della convivialità. Un viaggio nell'interiorità del vino. Una questione di rispetto e di gusto. Un diario personale per ripercorrere assaggi, esperienze e momenti speciali. Nessun riferimento spaziale o temporale. "Uomini dalle piccole ambizioni morali fanno vini (e non solo vini) dalle piccole ambizioni estetiche". Bevo... ergo sum!!!

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Mini verticale FIANO DI AVELLINO DOCG 2002-2003-2004

Inviato alle 16:04 il Nov. 21, 2014

 

 

 

 

Ogni volta che scrivo di Guido Marsella non posso fare a meno di ricordare che al suo fiano dedicai il mio primissimo articolo sul web (per la precisione fu pubblicato nella sezione Wine Arena di Winereport, prima che iniziasse la mia collaborazione ufficiale, purtroppo il link si riferisce ad una mia riproduzione essendo l'originale stato rimosso dalla rete). Ho ancora una discreta scorta di bottiglie di questo fianista convinto (non produce altre etichette) che custodisco gelosamente (tenete presente che il produttore non ha stipato nulla in cantina, neanche una bottiglia, delle prime annate commercializzate) ed ogni tanto, con estrema parsimonia, ne stappo qualcuna. Se pensate che sopravvaluti la capacità d'invecchiamento del fiano, e di questo fiano di Summonte, nello specifico, vi sbagliate di grosso. La conferma è venuta, ancora una volta, da questi millesimi in grado di esibire nel bicchiere una forma davvero invidiabile sia dal punto di vista dell'integrità che della freschezza. Sorprendentemente ed incredibilmente, addirittura, vini giovani sotto certi aspetti. Mi riferisco all'intensità olfattiva che quasi stordente quando le bottiglie vengono immesse sul mercato ancora adesso non sembra minimamente scalfita e solo relativamente ridimensionata. Le tre annate in degustazione rispecchiano molto fedelmente il rispettivo andamento climatico. Più elegante  e sottile la 2002, strutturata ed equilibrata la 2004, più generosa e calda la 2003. Profondità e complessità non vengono mai meno, il terroir domina il quadro olfattivo (fiori, frutta, minerali e spezie) sostenuto da un sostanzioso contributo balsamico. La diversa identità di ogni singola annata, in questo senso, diventa solo una questione di sfumature. Il colore, in particolare della 2002, potrebbe ingannare a prima vista, per i riflessi leggermente ambrati, che ha assunto col trascorrere del tempo ma è un segnale trascurabile di una presunta  ossidazione neanche lontanamente in corso. Se facciamo riferimento alla famosa collina con la quale spesso si  descrive la curva evolutiva di un vino qui siamo ancora in un crescendo, sempre vicini all'apice ma senza alcun accenno a voler imboccare la discesa. Non mi resta che consigliarvi di spulciare con la massima attenzione la carta dei vini di qualche ristoratore illuminato, il prezzo è accessibile, il bicchiere una garanzia. 

 

 

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Trova la tua spiaggia...

Inviato alle 17:15 il Nov. 20, 2014

 

 

NYC

 

"Non devi drogarti per vivere qui.

Ma aiuta."

 

 

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Mini verticale VIGNA DELLA CONGREGAZIONE 2002-2003-2006

Inviato alle 17:49 il Nov. 19, 2014

 

 

Fiano di Avellino (selezione)

VILLA DIAMANTE

Montefredane

Irpinia

 

 

In attesa di poter organizzare una verticale più completa che comprenda anche qualche annata più vecchia (e più giovane), ho voluto fare un veloce ripasso di alcuni millesimi, scegliendo quei tre, probabilmente, tra i più diversi partoriti dal genio enologico di Monsieur Antoine Gaita. Tutte, però, hanno mostrato un tratto comune, rivelandosi davvero inossidabili al trascorrere del tempo. Il 2002 è ancora in buona forma nonostante in passato siano girate alcune bottiglie non particolarmente felici. Molti, ricordo (e ne è rimasta traccia sul web) lamentavano un odioso, intenso quanto monocorde odore di pancetta affumicata. Io c'ho sentito dentro, sempre e solo, la sua peculiare ed originale nota di farina di castagne. Una sorta di timbro distintivo che ha accompagnato a partire dal 1997 quasi tutti i suoi millesimi più riusciti. Ed ancora, oggi, difficile a credersi, è ben presente e riconoscibile in questa 2002. Un liquido dal colore integro, divenuto solo decisamente più carico con gli anni. Ampio il ventaglio di profumi che non hanno guadagnato in complessità e profondità ma che hanno conservato l'eleganza floreale, il fascino minerale ed, addirittura, quel rigoroso corredo fruttato che descrivevano il vino alla sua uscita sul mercato. La 2003 si presenta generosa, luminosa, brillante, già alla vista. Sprigiona ed invade le narici con vere e proprie  ondate dolci di zafferano e crema pasticciera innervate di suggestioni idrocarburiche al punto da ricordare nel suo insieme una versione, di quelle giuste, di un riesling (sicuramente) non trocken o, meglio, di un alsaziano. Un pizzico di delusione ha, invece, accompagnato l'ultima bevuta. Un concentrato di mineralità ed essenzialità, esatto opposto della 2003. Gioca in sottrazione su una struttura rigida e austera ed un profilo olfattivo preciso, riservato e poco espansivo.  La 2006 è stata esaltata, al suo esordio, da tutti pur con qualche riserva che era più o meno sempre la stessa. Come evolverà ?! Ebbene non so se è un bene o un male ma ogni volta che ne stappo una bottiglia ritrovo il vino allo stesso punto e il dilemma rimane irrisolto. Non cede in nessuna direzione che se da un lato è positivo dall'altro non permette al vino di evolversi, di stratificarsi ed arricchirsi in termini di sensazioni. Vorrà dire che dovrò conservare le mie ultime bottiglie il più a lungo possibile... 

 

 

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IL TENTATIVO DI ESSERE IL PIU' BRAVO

Inviato alle 16:11 il Nov. 16, 2014

 

 

(Immagine d'archivio gentilmente concessa dal Prof.G.Moschetti)

 

IL DOLCETTO DI OVADA DI GIUSEPPE (PINO) RATTO

 

 

Cascina da sempre gestita dalla famiglia Ratto (1935)

 

Località: Rocca Grimalda (AL)

 

Vini: Le Olive - Gli "Scarsi"

 

Età media delle viti: 73 Gli Scarsi, Le Olive 40

 

Suolo: terziario miocenico e tortoniano, punto d’incontro elveziano

 

Vinificato in: cemento vetrificato

 

Macerazione : molto lunga

 

Utilizzo di lieviti selezionati: no

 

 


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GIN MARE

Inviato alle 14:08 il Nov. 13, 2014

 

 

 

 

 

Gin Mare è un gin mediterraneo aromatizzato con quattro botanici principali: basilico dall’Italia, timo dalla Grecia, rosmarino dalla Turchia, agrumi dalla Spagna e l’oliva Arbequina, cultivar tipica della Catalonia. Accanto ai classici ginepro, coriandolo, cardamomo, questi profumi mediterranei creano un gin dai tipici profumi e ricordi delle coste mediterranee. Distillato in Spagna dalla famiglia Giro, nasce dalla passione di Marc e Manuel, terza generazione. Gin Mare è prodotto tramite processo di distillazione discontinua con un Alambicco Fiorentino da 250 litri, creato appositamente per questa lavorazione. Per la macerazione ognuno degli otto componenti botanici viene aggiunto individualmente a 200 litri di spirito neutro di cereali e acqua per 24-48 ore e agli agrumi macerati per un anno, per poi subire il processo di distillazione. I distillati ottenuti, sono miscelati dal Mastro Distillatore.

 

 

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