VILLA BUCCI RISERVA 1995 Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc

 

Ultimamente se ne parla un pò meno anche se continua a rimanere un punto di riferimento per i veri appassionati di vino, di vinoi bianchi in particolare, di verdicchio nello specifico. A detta di alcuni sembrerebbe nelle ultime annate essersi un pò appannato ed aver perso lo smalto (in senso buono..) di un tempo. Io sono, purtroppo, tra questi, uno di quelli che non riesce proprio a rassegnarsi ai presunti cambiamenti climatici e cerca, piuttosto, di recuperare le emozioni trasmesse dall’assaggio di alcuni grandi millesimi anni ’90. Il Verdicchio di Jesi dei Fratelli Bucci è il risultato dell’assemblaggio di uve provenienti da cinque vigne (21 ettari in tutto; la vigna Villa Bucci sta in zona Montecarotto, le altre in zona Serra de’ Conti) ed è realizzato in acciaio prima e successivamente in botte grande (si tratta di botti vecchie di 50 anni che non cedono ormai più nulla dal punto di vista aromatico e servono solo a far respirare il vino). Ampelio Bucci in occasione di una verticale del suo verdicchio pare abbia commentato : ‘l’evoluzione di questo vino è misteriosa’. Longevità assicurata fin dalla concezione stessa di un bianco progettato per invecchiare. In questo senso fondamentale la preziosa consulenza dell’enologo Giorgio Grai. La Riserva non è prodotta tutti gli anni. Colore paglierino carico dai riflessi dorati, brillante e limpido nell’aspetto. I profumi sono ampi di grande complessità e finezza. Frutta bianca, a pasta gialla ed esotica, fiori bianchi ed agrumi lasciano col trascorere dei minuti spazio a note balsamiche (canfora) e di erbe aromatiche, fieno e miele. Idrocarburi e mineralità diffusa completano un quadro olfattivo di straordianaria intensità e persistenza. Assolutamente integro rispecchia l’identità varietale del vitigno attraverso un’interpretazione in grado di coniugare potenza espressiva ad una estrema ed invidiabile eleganza. In bocca è morbido, grasso, dolce, ricco ed allo stesso tempo prodigo di sapidità e dall’ incredibile succosità. Ed è solo grazie a questo difficilissimo bilanciamento tra la pienezza del corpo ed una struttura così notevole con la freschezza e la vivacità di un nerbo acido scalpitante che questo verdicchio di Jesi riesce là dove tanti altri bianchi rivelano tutti i propri limiti dimostrandosi stanchi e imbevibili. Subway di Luc Besson con Cristopher Lambert, per una volta grande, ed una straordinaria Isabelle Adjani. Un racconto intelligente sulla natura umana che ci parla di esclusione e ribellione, che invita a liberarsi dalle catene del conformismo e raggiungere la massima soddisfazione nell’essere se stessi. Senza moralismi o false ipocrisie un viaggio grottesco e psicadelico che non nasconde nulla della crudeltà e dell’ingiustizia di un mondo imperfetto come quello che ci circonda.

 

 

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