LAMBRUSCO DI SORBARA CLASSICO DOC 2006 ZUCCHI

 

 

Premessa: chi mi conosce sa come la penso. Se avete un’attività commerciale in Campania felix privilegiate i vini, bianchi, rossi, rosati, fermi, frizzanti, spumanti, secchi, dolci della vostra terra. Questo vale naturalmente per tutti anche per gli operatori di altre regioni ed i rispettivi vini locali. Nel nostro caso il Lambrusco va inserito, in carta o sugli scaffali, secondo me, solo dopo aver riservato il giusto spazio al Gragnano. L’azienda nata negli anni ’50 produce vino Lambrusco di Sorbara Doc, Pignoletto (dalla bevibilità straordinaria) e Malvasia da vigneti di proprietà. Il Sorbara classico (prodotto, tra l’altro, in più versioni incluso un ottimo rosato) si ricava dalle prime uve raccolte dall’omonimo vitigno ‘Lambrusco di Sorbara’ varietà indigena di antiche origini prodotta nei 10 comuni facenti capo a Sorbara (tra cui San Prospero dove ha sede l’azienda). Fin dal colore si rivela un inno alla gioia e alla spensieratezza. Il naso è quello classico nella direzione dei piccoli frutti rossi, lamponi freschi a profusione, con una nota nitida, netta di violetta. Grande precisione nella definizione di questa pur ristretta paletta aromatica. Questo rosso frizzante è, però, al palato che spicca per la sua tagliente acidità, secco ed asciutto, un’asprezza che non fa concessioni a ruffiani residui zuccherini. Delicato senza rinunciare del tutto ad una struttura che appare comunque giustamente proporzionata allo stile e alla tipologia del vino. Un Lambrusco che non sono così sicuro esaurirà tutto il suo potenziale velocemente nei prossimi mesi e potrà riservare un’evoluzione apprezzabile e sorprendente anche di qualche annetto. Considerato il costo (lasciatemelo dire) ridicolo qualche bottiglia la dimentichiamo (o meglio la nascondiamo per non cadere in tentazioni) volentieri in cantina. Lo dedico ad un cinema che non si fa più, quel trash (ma siamo sicuri che sia trash alla luce dello vero schifo che si vede oggi in televisione) comico demenziale italiano degli anni ’80, al mitico Oronzo Canà-Lino Banfi, Allenatore nel Pallone, e allo ‘sbarbaro’ Diego Abatantuomo-Ardarico passato al storia come Attila il Flagello di Dio…

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.