DR F.WEINS-PRUM ERDENER PRALAT AUSLESE 2005

 

 

Sebastian Alois Prüm può considerarsi il patriarca della dinastia che già ai primi del 1800 si occupava delle vigne di proprietà lungo le rive della Mosella. Solo dopo 3 generazioni di burrascose liti ereditarie si giunse ad un assetto definitivo. Anna Prüm fondò la Dr. F. Weins Prum con il marito nel 1911. Un produzione limitata ottenuta dai poco più di 12 ettari, tutti a Riesling, naturalmente, che comprendono i più importanti cru della zona: Wehlener Sonnenuhr, Ürziger Würzgarten, Erdener Prälat, Graacher Himmelreich e Graacher Domprobst. Il proprietario attuale, Herr Bert Selbach, e’ un personaggio schivo e riservato ed i suoi vini riflettono la classe e la signorilità del personaggio. Discreti nella loro finissima mineralita’ da giovani, sprigionano nella maturita’ tutta la loro personalita’. Vinificazione in acciaio, con maturazione in botti di legno. L’Erdener Pralat è uno dei piu’ importanti vigneti della Germania e, probabilmente, nel mondo. Protetto da costoni rocciosi grazie ai quali imprigiona il calore necessario alla vite sorge, a picco sul fiume, su terreni di ardesia rossa. Regala vini potenti, ricchi, eccezionali anche sotto il profilo aromatico. Imperdibile una passaggiata attraverso questo spettacolare vigneto con esposizione mozzafiato, esempio tangibile di viticultura eroica frutto dell’ostinato lavoro dell’uomo. La versione Auslese 2005 (anche se l’etichetta che ho trovato è quella dello spatlese) è fantastica sia in termini di maturità del frutto che complessità aromatica. Alla vista si propone di un colore oro brillante dai vivaci riflessi verdi. Al naso evidenzia un profilo floreale ed esotico con note nette e precise di pesca ed albicocca intrise di splendide sensazioni citrine e sfumature agrumate. Profondo e verticale, quanto solo un grande riesling di razza sa e può essere, mostra una purezza ed un’affidabilità rare. Una travolgente freschezza ed una sobria cremosità ci introducono alla spettacolare progressione che ci aspetta al palato. Lunghisso ci porta ad un finale tagliente ed asciutto che ripulisce completamente la bocca. L’acidità è tale che sembra quasi chiudere troppo improvvisamente il suo splendido allungo. Solo un peccato, veniale, di gioventù. Commesso l’infanticidio, ne rimane, purtroppo, solo un’altra bottiglia nascosta per bene nella mia cantina con la previsione di berla non prima di una decina d’anni, almeno, Dio e tappo permettendo. Vi auguro (e mi auguro) di poterlo abbinare presto ad una gita nella straordianaria e mite Mosella perchè non in visita a questo ed altri incredibili produttori. Abbianamento obbligato ad una gita con gli amici in Mosella. Facile da raggiungere e da girare, cantine e produttori ospitali, clima mite, paesaggi da sogno, buon cibo e tante, tante cose da fare e da vedere oltre che da bere…

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