BAROLO CLASSICO BORGOGNO 1998

 

E’ una delle aziende storiche di Barolo. La casa vinicola Giacomo Borgogno nasce, infatti, nel 1761. Ancora oggi vinifica nel solco classico della migliore tradizione dei vini di Langa, del Barolo soprattutto, seguendo la strada di macerazioni prolungate e di un meditato affinamento in grandi botti di rovere di Slavonia. Ottenuti dai 13 ettari di proprietà, dei quali ben 9 a Nebbiolo da Barolo (di cui 1 ettaro nei Cannubi, 4,5 nel vigneto Liste, 3,5 a San Pietro). Il Barolo rimane il vino principale di casa Borgogno prodotto in triplice versione: il Barolo d’annata, il Barolo classico ed il Barolo Liste, senza dimenticare il Barolo Chinato, prodotto avendo come vino base un Barolo riserva con minimo ben sei anni d’invecchiamento.  I Barolo di Borgogno si distinguono, particolarmente, per la capacità di resistere nel tempo: annate molto vecchie sono, attualmente e regolarmente, disponibili a listino.  Rosso granato trasparente e brillante. Profuma di frutta rossa sotto spirito, cacao amaro, cuoio e radice di liquirizia. Si alternano sensazioni salmastre, terrose e minerali con altre più balsamiche e di erbe aromatiche. Al palato è teso e nervoso sia sotto l’aspetto tannico che acido, componenti  bilanciate da un alcol portatore di morbidezza e rotondità. Tutti elementi che combinati tra loro imprimono un ritmo vivace ed uno sviluppo verticale, donando complessità e profondità. Rigido, severo, chiuso ed austero fin quasi eccessivamente come altri campioni hanno mostrato in questo millesimo rivelatosi negli anni di gestione molto più difficile di quanto a suo tempo pronosticato. Insomma ‘equilibrio da Barolo’: in divenire, spostato su suggestioni più dure e spigolose. Un’etichetta che rappresenta una tappa obbligata per chi vuole conoscere la denominazione. Elegante e raffinato con il tempo saprà arricchirsi di ulteriori preziose sfumature. Lo abbinamo al capolavoro dell’utopia negativa, ‘1984’, il più celebre romanzo di George Orwell, ricordando i grandi manifesti che ritraggono il Grande Fratello con gli slogan del partito: «la guerra è pace», «la libertà è schiavitù», «l’ignoranza è forza». Chi preferisce le immagini consiglio la visione di Brazil di Terry Gilliam, fantascientifico cult movie ambientato in un futuro in cui la burocrazia ed il cinismo dei potenti hanno preso definitivamente il sopravvento sull’uomo uccidendo i pochi che ancora riescono a sognare…

Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.