SCHLOSS LIESER NIEDERBERG HELDEN AUSLESE 2006

 

Infanticidio annunciato. Avrei dovuto aspettare almeno una decina d’anni prima di tirare il collo alla Goldkapsel (da 0.375) di questo giovanissimo ed emergente produttore dalla Mosella. Una vigna spettacolare ricevuta dal padre William Haag (alla guida della celebre Weingut Fritz Haag) i cui terreni di ardesia grigio-bluastra danno vita a vini molto ricchi e potenti che hanno bisogno di tanta bottiglia per dare il meglio di sè. Alla fine, però, non ho resistito. Un riesling che si mostra giovanissimo con un profilo olfattivo che lascia qualche perplessità, a tratti ridotto e decisamente poco incline alle sfumature, a tratti segnato da una mineralità calda ed un frutto generoso ed esuberante fino quasi ad apparire espressivamente ingombrante (da imputarsi probabilmente all’impiego per la fermentazione di soli lieviti indigeni). Nonostante ciò riesce a sfoderare, al palato, una prestazione imprevedibile per quanto straordinaria e convincente. Un concetto che non esiste e che spesso è l’unico a venirmi in aiuto in queste occasioni è quello che io, impropriamente, definisco di ‘complessità palatale’… Spesso capita, infatti, con alcuni grandissimi vini che non ci si stancherebbe mai di tuffarsi col naso nel bicchiere ed ogni volta che ci torni sopra riesci a coglierne una tonalità diversa. Altri vini, invece, soprattutto bianchi e giovani, con elevatissimo potenziale di invecchiamento, non sono in grado di suscitare queste stesse sensazioni all’olfatto bensì ci riescono al palato soprattutto in termini di persistenza (per via) retrolfattiva . Ecco, dunque, che ogni sorso ci regala un nuova suggestione ‘palatale’, senza soluzione di continuità, ogni volta che attraversa la lingua, fino a comporre una struggente sinfonia aromatica. Finale austero, da riesling di razza , che lascia la bocca, rigorosamente, pulita ed asciutta. Inutile dirvi che si beve che è un piacere e, fermo restando un residuo zuccherino da non sottovalutare, non vorresti mai smettere.

‘Propendiamo sempre per ciò che è vietato e desideriamo ciò che ci è negato’. Ovidio

 

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