PINOT NOIR 2004 elevè en fut de chene MAISON ANSELMET

 

E’ l’unico assaggio al mio attivo dei vini e del Pinot Nero di Giorgio Anselmet. L’uso della barrique è nella direzione di un rosso moderno, finanche ‘ruffiano’ a modo suo, morbido e suadente. Di tanto in tanto mi fa piacere selezionare etichette che pur nell’evidenza del rovere lasciano trasparire un giudizioso impiego del legno piccolo (o quanto meno tracciare una via possibile). Eppure il confronto con un’uva, un vitigno, tanto difficile da addomesticare ed interpretare fuori dai confini borgognoni è assolutamente vinto ed apprezzabile nel risultato, sia in termini di piacevolezza che per rigore (rispettoso del varietale e del territorio). Tra i Pinot Nero prodotti in Italia può essere, tranquillamente, annoverato tra i campioni più significativi, sicuramente di riferimento per quanto riguarda la Val d’Aosta. Il colore rubino è decisamente scuro, denso senza nascondere il tentativo di raggiungere la massima concentrazione possibile. I profumi sono fini, delicati di piccoli frutti di bosco, eleganti di spezie (pepe) e sottobosco. Al palato tradisce un corpo ed una sostanza notevoli, si mostra dolcino ed opulento senza eccedere, però, in una prestazione fine a se stessa. Il tempo, solo, saprà dirci se tanta materia troverà la giusta ed auspicabile evoluzione. Il tannino è già risolto dal prolungato passaggio in barrique, l’acidità presente ma sfumata con un finale giocato più sulla sua minerale spinta sapida. 

”I censori tendono a fare quello che soltanto gli psicotici fanno: confondono l’illusione con la realtà’.

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