Il ROSSO DI E.VALLANIA 2001 CUVEE Vigneto delle Terre Roose

 

Non sono un amante del Cabernet Sauvignon così come del Sauvignon Blanc. Salvo rari casi in cui la maturità del frutto riesce a mascherare le note piraziniche, troppo spesso nei vini ottenuti da queste uve prevalgono sentori piccanti ed erbacei che non (mi) entusiasmano. Siamo sui Colli Bolognesi, a Zola Predosa, dove sorge l’azienda Vigneto delle Terre Rosse dei fratelli Vallania. Il padre Enrico ha rifondato l’azienda nel 1961 mantenendo vecchi ceppi di Cabernet, Riesling e Malvasia. A quelli autoctoni affiancò cloni di provenienza francese. Tutti i vini si distinguono per il fatto di non usare barrique e nessun altro legno nell’ invecchiamento. L’acciaio è considerato l’ambiente più neutro che la tecnologia possa offrire per preservarne il più possibile l’autenticità. La prova nel bicchiere dimostra che anche in solo acciaio è possibile produrre vini strutturati e longevi. Una filosofia rigorosa, al riparo da mode effimere. Il loro Cabernet Sauvignon in purezza rivela un frutto integro ed allo stesso tempo carnoso in grado di migliorarsi col tempo invecchiando molto bene. E’ il trascorrere degli anni a conferire, attraverso la terziarizzazione degli aromi, la necessaria complessità ed ampiezza (cuoio, tabacco ed una sottile speziatura). Si conferma polposo e reattivo al palato. Profondità e carattere ne fanno un rosso di razza. Il finale è sapido, lungo, teso ed austero. Lo abbiniamo ad una lettura breve ma significativa: ‘Progressive sottrazioni di tempo’ di Paolo Corticelli, Armando Editore.

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