PINOT NERO IGT VIGNETI DELLE DOLOMITI 2002 DALZOCCHIO

 

Il Pinot Nero raggiunge la sua massima espressione in Francia, in Borgogna. I numerosi tentativi di confrontarsi, con successo, con questo vitigno, in varie parti del mondo, si sono rivelati quasi sempre non all’altezza della fama e della magia dei vini d’Oltralpe. In Italia alcune zone sembrerebbero particolarmente vocate. In special modo in Trentino e in Alto Adige con qualche interessante incursione in Friuli e ancor più raramente nel panorama franciacortino (quando si usano i cloni giusti e non quelli destinati alla spumantizzazione come accade spesso nell’Oltrepò Pavese). L’azienda agricola Dalzocchio ha sede a Rovereto in provincia di Trento. Nata nel 1979, è costituita da due ettari di bosco e due di vigneto, in zona collinare, coltivati esclusivamente a Pinot Nero. Grazie alla brezza, che costantemente spira dal Lago di Garda, gode di un microclima particolarmente adatto a questa varietà. I vigneti hanno da 5 a 25 anni. Sono condotti secondo metodi naturali e certificati biologici già dal 2001. Le rese sono volutamente basse per garantire l’equilibrio della vite ed un’elevata qualità delle uve. La fermentazione avviene senza aggiunta di lieviti. Il vino viene invecchiato in fusti di rovere da 228 litri per 18 mesi. Il contenuto di solforosa e’ irrilevante. Il vino si presenta nel bicchiere di un bel color rosso rubino, esprimendosi al naso con intensità e persistenza. Dopo le note iniziali di leggera tostatura, unico segnale dell’avvenuto passaggio in legno piccolo, si apre su profumi fragranti di piccoli frutti di bosco arricchiti da note dolci speziate ed una nitida mineralità. Col trascorrere dei minuti rivela ulteriori sfumature e fascinose peculiarità.  Al palato ritroviamo queste sensazioni tradotte in una lunga scia sapida con tannini morbidi ed una piacevole freschezza. Una piccola produzione da provare.

Riscopriamo, ascoltando oppure semplicemente rileggendo il testo (riadattamento dalla Bibbia del libro dell’Ecclesiaste) della bellissima Turn! Turn! Turn!’ dei Byrds, 1965: ‘A time for piece, I swear it’s not too late’.

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