FURORE BIANCO Doc 2006 MARISA CUOMO

 

‘L’azienda è situata nel comune di Furore a 500 metri a picco sul mare. La superficie coltivata a vite si estende su dieci ettari, di cui 3,5 di proprietà. Il suolo è costituito da rocce dolomitiche calcaree, la vite è allevata prevalentemente a ‘pergolato’ e spesso piantata sulle pareti rocciose verticali’. Da uve falanghina e biancolella nasce il Furore bianco. Avrei potuto parlarvi del suo fratello maggiore, la selezione Fiorduva, un vino ‘estremo’ che pur non rispecchiando, fino in fondo, quei canoni che sono solito prediligere nei bianchi, riesce, nel suo genere, a farsi apprezzare dal sottoscritto. Il ‘base’ posso assicurarvi non è da meno soprattutto se avrete la pazienza di aspettarlo un po’ di tempo. Il prezzo, poi, un altro punto decisamente a suo favore. E’ il tempo, infatti, che con il suo trascorrere riesce a tirar fuori in maniera più chiara ed evidente la fascinosa mineralità di questo vino. Il colore non spicca per concentrazione ma si lascia ammirare per la brillantezza dei suoi riflessi. All’inizio predominano i profumi fruttati e fermentativi elegantemente impreziositi dalle tipiche sfumature  floreali, anche se meno marcanti che nell’altra Doc Ravello, e di erbe aromatiche.  Un frutto integro e rigoroso che mostra sempre una sua vivace croccantezza di cui il naso si giova in termini di dinamicità e ampiezza. Il palato vibra sotto la spinta verticale di un’acidità ben preservata. Il finale è salino, salmastro per un bicchiere che non ti stanca mai anche dopo numerosi ripetuti assaggi.

‘Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina’. Sant’Agostino.

 

 

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