CHIANTI CLASSICO RISERVA 1974 BARONE RICASOLI

 

Avevo solo 4 anni e già selezionavo grandi bottiglie. Pippo Baudo Cimmino non è solo un ‘talentuoso’ scopritore di giovani vignaioli ma anche fortunato acquirente di bottiglie d’antan. La grande recchia sulla sinistra non era ancora nato. La bella donzella sulla destra ha, invece, fatto l’errore irrecuperabile di innamorarsi della grande recchia. Pippo Baudo Cimmino ci ha messo lo zampino anche in questo caso e chissà per quanto tempo ancora i sensi di colpa lo divoreranno… Rovinare la vita ad una così dolce ed innocente fanciulla. Vabbè si possono sempre lasciare, giusto ?! Ma veniamo al vino che è meglio. La tenuta di una bottiglia del genere dopo 34 anni dalla vendemmia ha dell’impressionante. Il pericolo è quello di cadere nella solita annosa questione, parafrasando : ‘(il vino) era meglio quando si stava (faceva) peggio’. Il Castello di Brolio è oggi considerato un Chianti innovativo per la presenza del 5% di cabernet e l’impiego di barrique nuove. Probabilmente nel 1974 i legni saranno stato meno pregiati e, ad affiancare il sangiovese, ci saranno state, perfino, le uve bianche così come previsto dal disciplinare voluto da Ricasoli… Certo è che il liquido che cia siamo ritrovati nel bicchiere (nonostante abbia rotto anche questa volta un tappo in quasi perfette condizioni) era ancora assolutamente integro: nel colore, negli aromi, forse un pochino meno al palato dove l’acidità ancora viva e tagliente portava ad una chiusura spiazzante ed affrettata più che corta…

Eletta unanimamente (dal sottoscritto cioè) bottiglia dell’ Amicizia 2008.

‘Fra una canna e l’altra sopra la collina le nuvole di maggio passavano bianche e tenere come veli di donna; egli guardava il cielo d’un azzurro struggente e gli pareva d’esser coricato su un bel letto dalle coltri di seta.’ Canne al vento, Grazia Deledda.

 

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