PANGASIO, chi era costui ?

 

Sospendo nuovamente le mie degustazioni vinose per parlarvi del Pangasio. Il pesce più amato dagli italiani. Tutti lo amano, tutti lo cercano, tutti lo vogliono. Da quando, circa 3 mesi fa, è entrato a casa mia, non riesco a liberarmene. Mia moglie lo prepara almeno 2/3 volte la settimana per mia figlia nonostante io sia dichiaratamente contrario. Purtroppo non riesco a trovare prove valide per sostenere le argomentazioni alla mia opposizione. Su internet spopola. Una veloce ricerca su google vi proporrà una serie infinita di notizie, ricette ed elogi, pochi o nulli i contestatori. In giro, invece, chiedendo in una decina di supermercati informazioni su cosa fosse il pangasio (provenienza, origine, etc.) ho riscontrato una grave ignoranza, talvolta reticenza, in alcuni casi, addirittura, omertà.  Tante le risposte inesatte, ingenue, furbe, per non dire truffaldine. Chi lo spaccia per dentice, chi per ricciola, i più onesti si limitano alle similitudini ricorrendo alla sogliola o al pesce persico. Beh, partiamo proprio da quest’ultimo, forse, il più accettabile come termine di paragone anche se con i dovuti distinguo. Anche il Pangasio è un pesce d’acqua dolce, punto. Abbiamo almeno iniziato a piantare un primo significativo paletto. Con il pesce di mare non ha nulla a che vedere. Mentre il persico, però, è un pesce di lago che, oltre a provenire da allevamenti africani, può avere una sua origine italiana ed europea nel caso del Pangasio parliamo di un pesce esclusivamente importato. Dai fiumi lontani dell’Asia. Dai fiumi del Vietnam, ad esempio, che come qualcuno fa, timidamente ma giustamente, notare, pur senza poterlo dimostrare, sono quelli dove una trentina di anni fa si è svolto uno dei conflitti più sanguinosi e cruenti della storia dell’umanità. E’ da pessimisti o allarmisti pensare all’inquinamento da napalm e residui di altri metalli pesanti (ricordiamo le ‘visite’ di circa 600.000 bombardieri americani) che, oltre a migliaia di morti, hanno devastato la flora e la fauna di questo paese ?! La permissiva legislazione attuale di paesi come il Vietnam non è che lasci, poi, partcolari motivi per ritrovare l’ottimismo se pensiamo al generoso uso di antibiotici per rendere gli animali più resistenti alle malattie ed altre tecniche non proprio simpatiche per ingrassare più velocemente gli stessi. Anche in fase di congelamento l’utilizzo di conservanti non è da escludere ma molto probabile e diffuso. Nella confezione singola potete verificarlo ma quando venduto sfuso è più difficile perchè le notizie relative sono, o dovrebbero essere, sulla confezione originaria (solitamente da 1 kilo e più). Il sapore delicato, molto attenuato rispetto a quello di altri pesci, soprattutto se di mare e freschi, lo rende particolarmente gradito ai bambini, anche quelli più difficili nel mangiare, come mia figlia. Le stesse ‘caratteristiche’ (pregi?) lo hanno, ormai, sdoganato nella cucina degli adulti, entrando perfino nel menù di alcuni  ristoranti (questa mi sembra una cosa veramente assurda!)  dopo aver fatto la sua apparizione con entusiastico successo nelle mense dove, forse, il suo ruolo è più comprensibile considerato prezzo e l’impossibilità di reperirlo fresco ma solo congelato o al massimo decongelato (che è la stessa cosa). Già il prezzo. Basta consultare qualche listino on-line dei prezzi all’ingrosso per rendersi conto che viaggia meno di 4 €uro al kilo. Insomma molti dubbi e poche certezze se non quelle che possiamo leggere in alcuni documenti ufficiali pubblicati sul sito del ministero della salute alla luce dei quali (anche se si riferiscono al 2005) c’è poco da stare allegri e non solo per il pangasio… 

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