Vin de Pays de l’Ile de Beauté CUVEE Y.L. Domaine d’E CROCE Yves Leccia

 

La Cuvèe Yves Leccia indica i due vini di base prodotti da questo produttore corso che dopo gli studi di enologia ed aver, a lungo, diretto la cantina di famiglia (dagli anni’80 fino al 2004) ha deciso, quindi, di mettersi in proprio contando sulla collaborazione della moglie Sandrine. Il Domaine è, in realtà, una vigna diffusa che può contare sui conferimenti paterni ed appezzamenti in affitto, per un totale di 15 ettari ricadenti nelle migliori parcelle (E Croce e Partinelone) della Aoc Patrimonio. Terreni di argilla, calcare e scisti ai piedi della montagna che costituisce il prolungamento di Capo Corso (‘la montagna del mare’) e beneficiano del microclima favorevole del Golfo di St.Florent. I vini più importanti, a denominazione d’origine controllata, rispettivamente vermentino e nielluccio (parente del sangiovese) 100%, hanno sicuramente un altro passo e ben altre ambizioni. Le due cuvèe di base scontano in parte i limiti dei vitigni impiegati, ugni blanc (trebbiano) per il bianco e un blend di Grenache (cannonau 80%) e nielluccio per il rosso,  puntando su un prezzo più accessibile, bevibilità e piacevolezza immediata.

 

Blanc: naso a tratti intensamente aromatico.  Trattandosi di un bianco corso lascerebbe pensare al vermentino. La lettura a posteriori rivelerà, invece, una sua tracciabilità mediterranea ben marcata e riconoscibile. Vivacità e freschezza contribuiscono a bilanciare l’importante grado alcolico. L’iniezione d’acidità al palato trasforma letteralmente le aspettative annunciate al naso, di grassezza e potenza, in un vino armonioso e vibrante. Corrispondenza naso-bocca, in questo senso, negata ma il vino ne guadagna, di contro, in dinamicità e snellezza gustativa.

 

Rouge: il colore ricorda quello di una ciliegia che dal rosso scuro vira al nero. La ciliegia ritorna anche al naso a comporre con la fragola il profilo fruttato del vino. Una delicata nota di liquirizia completa il quadro minimalista olfattivo. Al palato il vino mostra una buona freschezza, tannini risolti ed un finale sufficientemente sapido e lungo. Dal punto di vista organolettico non è un campione di complessità o profondità ma si lascia apprezzare, come la versione in bianco, per la sua istintiva naturalezza espressiva, l’equilibrio e la giusta sintonia con la tavola.

 

« Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero. Se lo comprendete, vedrete che è impossibile organizzare una ‘fede’. La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri.

(Discorso di scioglimento dell’Ordine della Stella, 3 agosto 1929, Ommen, Olanda)

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