ETNA ROSSO DOC 1998 AZIENDA VINICOLA CALABRETTA

 

Era nelle mie prime intenzioni segnalare il rosato di quest’antica casa vinicola che da oltre quattro generazioni è attiva tra le vigne sulle falde dell’Etna. Mi ha preceduto il viandante bevitore con un’ottima  recensione che vi invito a leggere. A partire dagli anni novanta Massimo e Massimliano Calabretta, rispettivamente padre e figlio, si stanno occupando in prima persona della gestione aziendale. I vigneti, 7 ettari, sono posizionati sul versante nord del vulcano, tra i comuni di Randazzo e Castiglione di Sicilia, a 750 metri sul livello del mare, con esposizione a sud, impiantati a nerello mascalese e coltivati biologicamente. Il terreno nero-lavico, l’età della vigna (circa 80 anni con alcuni ceppi che arrivano a 200 anni, in buona parte su piede franco), la forte escursione termica tra il giorno e la notte sono i fattori determinanti per determinare la qualità delle uve in vigna. In cantina la fermentazione è effettuata con i lieviti naturali e l’affinamento prosegue in grandi botti di rovereIl colore potrà risultare quantomeno sospetto per chi non è abituato a questo tipo di interpretazioni. Un granato scuro e concentrato che potrebbe lasciare interdetto anche il degustatore più smaliziato. Al naso si percepisce un boquet di fiori appassiti con profumi di rosellina, giaggiolo ed iris. Il profilo ossidativo contibuisce ad accentuare l’aromaticità espressiva del vino spostando l’attenzione su di un piano decisamente più terziario di cuoio e tabacco. La delicata speziatura ricorda inequivocabilmente il pepe nero. Al palato mostra di avere ancora un bella vitalità acida, con finale teso e lungo quanto basta per nascondere gli anni dichiarati in etichetta.

 

 

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