Allora non sono l’unico a pensarla così…

Roberto Saviano, un intero Tg7 allo Sciascia dei poveri

 di Diego Gabutti  


Roberto Saviano, un Leonardo Sciascia dei poveri, è ormai il campione indiscusso della letteratura civile, quella impegnata nella più santa delle cause: dare addosso agli avversari della sinistra e a chiunque osi rivolgere una qualunque critica a un qualsivoglia magistrato progressista.

Saviano è un tale simbolo d’impegno politico e un autore talmente eccelso e impareggiabile (degno, per un libro solo, d’almeno due o tre Premi Nobel) che l’altra sera Enrico Mentana gli ha praticamente costruito intorno l’intero Tg7: niente notizie, ma Saviano che si è lodato e imbrodato da solo per venti minuti di seguito.

Che bello spettacolo! Un tiggì dadaista, dove Saviano spiegava che non è solo la camorra a dargli la caccia.

No, anche i dirigenti berlusconiani della Rai vogliono il suo scalpo. Invece di dargli, com’è giusto che sia, carta bianca, anzi extrastrong, gli stanno mettendo gran bastoni tra le ruote: il programma che lui dovrebbe condurre, nelle prossime settimane, insieme a quell’altro eroe del nostro tempo, Fabio Fazio, è infatti a rischio.

Primo: non intendono pagare Roberto Benigni e Paolo Rossi, che sono probabilmente i comici più bolliti oggi su piazza, quanto hanno chiesto, cioè molto, moltissimo (ma adesso dicono che verrebbero, ma sì, anche gratis).

Due: vogliono che le «narrazioni» di Saviano a proposito di «fabbriche del fango» antifuturiste, «criminalità organizzata e politica», «tutta la verità e nient’altro che la verità sull’emergenza spazzatura in Campania e su quella terremoto in Abruzzo» vadano in onda in concorrenza col Grande Fratello, anzi contemporaneamente alle partite di Coppa dei Campioni, affinchè il pubblico bue non le veda, perdendosi così le «narrazioni» (contrapposte alla vacuità dei reality, spiega Saviano) del più importante scrittore italiano dopo Alessandro Manzoni.

A Leonardo Sciascia la sinistra mostrava i denti (vedasi Leonardo Sciascia e i comunisti d’Emanuele Macaluso, Feltrinelli, pp. 157, euro 14,00). A Saviano, invece, ponti d’oro, benché come letterato valga quanto vale, diciamo, Marco Travaglio come ballerino, e non abbia scritto precisamente Moby Dick. Eppure eccolo lì, con un Tg7 tutto per lui! Persino la casa editrice Adelphi (che è la casa editrice Adelphi) gli ha affidato la prefazione di Visera, pp. 234, euro 18,00, un libro di Varlam Salamov, dicesi Varlam Salamov, l’autore d’un classico della letteratura antitotalitaria come I racconti di Kolyma, Einaudi 2005! C’è un epitaffio sulla tomba di Leonardo Sciascia: «Ce ne ricorderemo di questo pianeta».


Fonte: www.ITALIAOGGI.it

 

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