Diversità cone tema dell’identità… (dall’indifferenza alla differenza).

 

Jean-Claude Izzo (Marsiglia, 20 giugno 1945 – Marsiglia, 26 gennaio 2000)

 

 

Ovunque vado, in qualsiasi città del mondo, la prima cosa che faccio è andare al mercato. Per sentire la città. Sono stato cresciuto così, nella tradizione di andare al mercato. Tutti i giorni. Marsiglia aveva tanti mercati quanti erano i quartieri, le piazze e le piazzette. Noi in quel tempo abitavamo accanto a una delle strade più popolari della città. Il mercato di Rue Longue-des-Capucins non era un mercato provenzale, ma mediterraneo. Dove il più piccolo cetriolo assaporava già il piacere di essere preparato secondo il gusto orientale o alla latina. Frutta e verdura, ma anche erbe e spezie. La varietà dei colori faceva a gara con la molteplicità degli odori. Mescolandosi alle grida, alle risate. […] Ho conosciuto lì le meraviglie del mondo, e ce n’erano ben più di sette. Come le olive. Non ce n’erano una, o due, nere o verdi, ma banconi interi di olive, di diversa provenienza, preparate e condite per tutte le rivoluzioni del palato. ‘Assaggia, piccolo. Assaggia …’ L’ebbrezza del vivere si inventava qui. Si reinvesta senza sosta nei mercati. […] Ti nasce subito una sensazione di appartenenza, non appena vai a zonzo in un mercato. Come una fame di vita comune. Lo dicono gli sguardi. Anche i sorrisi. Non manca molto al pranzo. L’ora magica in cui si cucinano cose fresche. A seconda dell’umore. E dei nostri desideri. Per la famiglia, e per gli altri, è la cucina della convivialità. Del ritrovarsi. Dagli antipasti al tapine, dalla melanzana al semolino, dagli spaghetti alle vongole alle foglie di vite ripiene, dalla bouillabaisse ai mezze. Mi ricordo … Dalle verdure che sceglieva mia madre cercavo di immaginare che cosa ci avrebbe preparato da mangiare. Fagioli bianchi, fagioli rossi, fagiolini: era la zuppa al basilico. Carote, cavolfiori, fagiolini per l’aioli. Carciofi viola per la ricetta al tegame. Pomodori, melanzane, zucchine per le verdure ripiene. […] I sapori fondamentali è qui che si trovano. Nei mercati di ogni giorno, che sono l’anima della città. Dove le influenze del su ispirano ricette, sfuggendo a chi vorrebbe renderle immutabili. […] Nei mercati il mio stupore è rimasto quello di sempre. Come non meravigliarsi di fronte a un minuscolo bancone di fiori di zucca? Solo l’essenziale conta, non il superfluo. E qui esiste soltanto il piacere della giornata. Domani è domani, tutta un’altra storia. La felicità mediterranea è questo, un modo di dare senso alla giornata, giorno dopo giorno. Andare al mercato non è nient’altro che la reinvenzione di quest’arte di vivere con semplicità e in compagnia.

 

 

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