SVEZIA, carissima Svezia..

 

Per chi non lo sapesse la Svezia pur facendo parte dell’Unione Europea non aderisce alla Monetica Unica. Non circolano €uro ma Korone svedesi. ma pur non scontando, pertanto, l’ ‘effetto euro’ rimane una nazione carissima. Per farvi avere un’idea la stessa identica cena consumata al centro di Napoli, una settimana prima (due entrecote di manzo con contorno e due birre) e costata 35 euro, in un locale nel cuore di Stoccolma è venuta (al cambio corrente) più di 70 euro. Per percorrere una distanza di scarsi 15 minuti col treno-metro da Kista a Stoccolma abbiamo pagato  circa 5 euro, a persona, a tratta (andata e ritorno ci è costato 20 euro in totale). Se siete abituati a pagare tutto o quasi con carta di credito fate molta attenzione a trasformare i prezzi da Korone in Euro prima di procedere all’acquisto onde evitare qualche spiacevole sorpresa (io stavo per comprami una felpa da 300 euro).  

 

 

Ho voluto dormire al nuovissimo Scandic Victoria Tower e sono rimasto pentito (ma probabilmente se non ci fossi stato, poi, per come sono fatto io, sarei rimasto con la remora di non averlo fatto). L’albergo di concezione iper moderna, non solo nell’aspetto strutturale esterno, è arredato nello stile minimalista scandinavo che onestamente non mi ha convinto. Le stanze sono semi-vuote il che, da un lato, regala un senso di spazio dall’altro, però, anche di ‘freddezza’. La palestra (per chi, anche, in trasferta non riesce proprio a rinunciarci come il sottoscritto) è sottodimensionata rispetto al numero degli ospiti. La stessa perplessità sulla sala ristorante, destinata anche alla colazione. L’inaugurazione ha, inoltre, anticipato la fine dei lavori: l’esterno dell’albergo è ancora un cantiere in corso, gli ultimi piani pure. Nonostante non abbiamo subito particolari disagi la sensazione generale non è stata, comunque, in tal senso piacevolissima. La distanza dal centro è facilmente annullabile grazie all’estrema efficienza del sistema di trasporto e di collegamenti ma i costi dei biglietti non sono trascurabili.

 

 

 

La cucina svedese non è, fortunatamente, quella dell’Ikea se non nelle ricette e negli ingredienti. Mangiare gli stessi piatti sul posto ha, invece, tutto un altro sapore. Non penso sia solo una questione di coinvolgimento e di atmosfera ma proprio di qualità delle materie prime e di abilità d’esecuzione. Ad ogni modo nessun piatto memorabile. Salmone, aringhe, carne di renna in tutte le salse (è proprio il caso di dirlo) possibili ed immaginabili. Selezione di birre e di vini da tutto il mondo, abbastanza variegata e completa, ma con l’Italia davvero molto poco ed in maniera scasamente significativa rappresentata. Ristoranti italiani o presunti tali, praticamente, ovunque.

 

 

Un luogo comune da sfatare quello delle bellissime svedesi. Sarà stato, probabilmente, un caso o la s’figa’ (letteralmente parlando) ma in due giorni non abbiamo incontrato o incrociato nessuna di quelle classiche stangone svedesi presenti nell’ immaginario collettivo. Peccato !

 

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