Bianchi italiani da invecchiamento: nord chiama sud!

Terre di Franciacorta bianco 2005 Il Pendio

 

Elegante infuso di mineralità gessosa, il frutto è solo un vago ricordo (di nocciola fresca) che valorizza gli accenti floreali e speziati. Non ha nulla da spartire con gli chardonnay caricaturali che spesso ci ritroviamo nel bicchiere merito, forse, anche della quota (30%) minoritaria, a saldo, di pinot bianco. Al palato l’acidità è contenuta così come l’alcol che segna solo 12% in etichetta. Nonostante l’assenza di un vera e propria spinta verticale il vino conserva una sua tensione gustativa ed una piacevolezza di beva accogliente a testimonianza di una prova apprezzabilmente riuscita.

 

 

Fiano di Avellino 2004 Vadiaperti

 

I suoi sette anni non li dimostra proprio. Giovanissimo sin dal colore dai riflessi luminosi e vibranti.  Il naso è un effluvio di sensazioni minerali iodate intrise di un frutto (giallo) ancora integro ed una sfumata florealità. Al palato mostra una materia dinamica con una spina acida scalpitante ben compensata da un’inaspettata , mai ostentata, generosità e pienezza espressiva. Una prova esaltata dall’accattivante smisurato allungo salino del finale.

 Da standing ovation.

 

 

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