Mi è venuta voglia di bere Sangiovese…

Giulio ‘bicchierino’Gambelli (1925-2012)

 

‘Il Pinot Nero è  un vitigno e un vino, conseguentemente, nato non solo per piacere ma per emozionare. Io credo che lo stesso tipo di considerazione la possiamo riportare sul Sangiovese e sul Sangiovese interpretato da Giulio Gambelli. Son vini sui quali considerazioni di carattere più t ecnico, sull’ acidità, sul tannino, su quello che è  il vino, tutto quelli che sono i dettami della degustazione classica, i riferimenti di carattere organolettico si disperdono in un insieme di emozioni che il vino si porta dietro… Qui c’è  da dire che il Sangiovese da un certo punto di vista può essere considerato del tutto imprevedibile. Sicuramente può  emozionare sia in senso positivo, come il Pinot Nero, ma anche in senso negativo perchè  qualche volta fa arrabbiare chi lo assaggia e chi lo fa… E’ un vitigno che risente come pochi altri delle caratteristiche dei terreni e risente ancora più  di altri, ancora più  del Nebbiolo e del Pinot Nero, di quella che è la variabile delle stagioni… perchè l’annata ha un peso non indifferente… per cui è un tipo di vitigno che necessita di un trasporto, di una passione,  di una continua attenzione per tirar fuori la sua vera anima, la sua  essenza… per cui senza persone che dedicano al Sangiovese, ai vini fatti con Sangiovese, passione, competenza, una cultura che va al di là  del lato tecnico, è  difficile realizzare  vini che hanno, poi, la finalità  di emozionare, si fanno dei vini e si farebbero vini come se ne farebbero tanti altri… per far vini e tirar fuori la capacità  trascinante sul piano emoizionale del Sangiovese bisogna dedicargli altrettanta emozione, altrettanta passionalità. . Quindi è  un vitigno che necessita di interpreti altrattanto autentici e veri come mi sembra in una vita passata a fare vini, a fare Sangiovese, Giulio Gambelli ha abbondantemente dimostrato.’
Ernesto Gentili
 
Posted: Mar. 14, 2009 14:21
 
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