PALTRINIERI & I SUOI LAMBRUSCO…

 ‘Pianura, rese a 3 cifre, viti sterili e vendemmia meccanizzata non sono le condizioni migliori per un vino di qualità.’

 

Chi mi frequenta sa che ho l’abitudine di privilegiare nei miei suggerimenti per eventuali acquisti le cantine ed i vini i campani. Così quando mi si chiede un frizzantino rosso e leggero consiglio, solitamente, un buon Gragnano. Purtroppo sono davvero poche le cantine in grado di offrire prodotti affidabili e la denominazione in sè mi sembra essere rimasta al palo rispetto al panorama scoppiettante offerto in questi ultimi anni dalla Campania Felix. Costretto, allora, a spostarmi fuori regione non ho esitazioni ed il pensiero  corre subito al Lambrusco anche se mi accorgo di ritrovarmi, immediatamente, a precisare tutta una serie di distinguo che, inevitabilmente, portano a segnalare vini e cantine di assoluta non facile reperibilità.

 

I nomi sono sempre gli stessi: Graziano Fontana, Donati, Zucchi e gli spumanti di Bellei (in realtà dovremmo parlare dell’accoppiata Cavicchioli-Bellei dopo l’acquisizione).

 

Uno sparuto drappello di produttori (sicuramente mi sfuggono altri) che rappresentano una goccia d’acqua, pardon di vino, nel mare magnum di quel liquido etichettato come lambrusco, pur nelle sue infinite declinazioni (non poche), che invadono ogni giorno il mercato nazionale e quelli internazionali. Molto spesso si tratta di prodotti dozzinali che raggiungono il consumatore, soprattutto, attraverso la grande distribuzione in bottiglioni che solo a guardarli fa tristezza. Nonostante ciò (nei paesi anglofoni continua ad essere sbeffeggiato come  l”italian coca-cola’) l’appeal del Lambrusco non sembra essere affatto diminuito, anzi. I numeri, con record di export nel 2011, sembrano dare ragione di  questo continuo (quanto inaspettato?) trend di crescita.

 

 Paltrinieri (altro indirizzo sicuro ed affidabile che vado ad aggiungere, senza esitazione alcuna, alla mia personale lista di preferenze) si dedica da sempre al Sorbara in purezza : ‘vino rosa-rosso trasparente e acidulo, fratello albino del tenebroso e tannico Grasparossa.’ L’offerta è quanto mai variegata. Sono, infatti, ben 6 le etichette, che prevedono anche il Salamino in purezza oltre ai classici uvaggi ottenuti dalle due varietà. Vini dal tenore alcolico contenuto, semplici, schietti, gioiosi, coinvolgenti, di quelli che mettono di buon umore e che, a tavola, fanno letteralmente ‘all’ammore’ con il cibo. Ma attenzione.

 

L’equazione semplice=poco interessante è una stupidata con molte eccezioni‘.

I vini di Paltrinieri sono una di queste. 

Elogio di un’essenzialità che rifugge la banalità.

 

Credits: Il virgolettato e la foto sono tratti dal sito ‘Appunti di Gola’.

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