VOLNAY 1ER CRU CLOS DES CHENES 2001 LAFARGE

Clos des Chênes: 15.41 hectares

About 30 owners.

 

‘Our parcel is just above the road, the RN73.’ – says Frédéric Lafarge – ‘The soil is very red, lots of iron. But as you move up the hill the soil becomes whiter, with more shale…’

 

Più assaggio i 2001di Borgogna e più mi convinco di una cosa. Assomigliano terribilmente a dei Barolo. Lo so questi parallelismi fanno rabbrividire i puristi della Cote d’Or ma da quando bevo Pinot Noir è una sensazione che provo sempre e soltanto quando bevo dei 2001. Indipendentemente dal cru e dal produttore quando me lo ritrovo nel bicchiere non riesco proprio a fare a meno di pensare al re delle Langhe. Non ha fatto eccezione questa bottiglia, recuperata in cantina dal produttore in occasione di una nostra visita alcuni anni fa. In questo caso, però, la suggestione mi ha spinto ancora più su verso il nord Piemonte. Sarà la presenza di materiale ferroso che colora di rosso la parte più in basso del cru dove Lafarge possiede i suoi filari, sarà che non ci capisco un cazzo di Borgogna, di Pinot Nero e più in generale di vino (…), ma il profilo organolettico spinge così tremedamente sulla nota mineral-ferrosa ed ematica che proprio non riesco a fare a meno di andare con la mente a certi nebbiolo. La nota sicuramente positiva è che si tratta comunque di un gran bel vino (del resto il paragone è illustre anche se spiazzante o fuorviante per chi si approccia alla Borgogna consolidando luoghi comuni che, invece, tendono ad essere sistematicamente smentiti). Integro nel colore e nei profumi di piccoli frutti rossi, sangue e ferro. Al palato non è un mostro di freschezza e verticalità ma si fa bere con estremo piacere. A modo suo leggero e strutturato allo stesso tempo, snello e fine nella progressione ma senza cedimenti. La chiusura è elegante e spiccatamente sapida. Per gli amanti dei punteggi: 86/100.

 

 

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