Butte Aux Cailles: il Cote Cellier dell’Avant-Gout ha chiuso.

 

Il Cote Cellier dell ‘Avant Gout ha chiuso …

 

Fa sempre un certo effetto quando arrivi davanti ad uno dei tuoi locali preferiti e non lo trovi più. O meglio la prima sensazione di spaesamento è, di solito, accompagnata dal dubbio amletico che sia tu a non ricordare bene l’indirizzo e ti possa, semplicemente, essere sbagliato. Pensi che si tratti della saracinesca a fianco e, semmai, che abbia solo cambiato il giorno di chiusura. Quando ho capito che così non era ho, almeno, sperato che nella Fromagerie che aveva presto il posto del Cote Cellier ci fosse ancora il mio amico Pascal. Ma un innamorato del vino come lui non avrebbe mai rinunciato alla sua passione per tenersi il posto… E’stato il patron dell’Avant Gout a decidere per il cambio di destinazione e confermarmi che Pascal fosse andato via. Peccato!

 

 

Cave des Gobelins

 

Avevo deciso di non comprare nulla. Le alternative a Pascal, vale a dire lo spettro del vino in franchising di Nicolas  e la pur dignitosa selezione del La Cave du Moulin Vieux, non mi attiravano. Parlando con la Signora Colaneri, proprietaria con il marito ed i cognati, dell’ Hotel Verlaine** dove, solitamente, soggiorno mi ricorda che, poco distante, sul lato opposto di Place d’Italie c’è un enoteca storica di Parigi, La Cave des Gobelins, e mi invita a provare lì. La conosco, da sempre, quell’enoteca ma non ci sono mai entrato per puro pregiudizio frenato dall’aspetto un pò retrò. A questo punto mi chiedo, però, perchè non provare può essere che anche lì qualcosa d’interessante possa saltare fuori. Entro, mi accoglie Eric Merlet ed entriamo subito in sintonia. Gli chiedo di selezionarmi una decina di Pinot Noir a sua scelta che valga la pena di provare, non per forza borgognoni ma con un occhio al prezzo che non sia troppo esagerato. Bottiglia dopo bottiglia mi descrive ogni vino, mi racconta la storia del produttore, delle vigne e dell’annata. Niente pippotti sulla naturalità, leggende metropolitane o suggestioni biodinamiche.  Vini sfacciatamente ‘a boire‘.  Non supera i 25 euro anche se ha etichette ben più costose anzi m’infila qualcosa tra i 10 ed i 15 euro che mi lascia, a dir il vero, scappare più di una smorfia ed uno sguardo perplesso. Lui non batte ciglio. Prima di salutarmi mi da un suo bigliettino e mi chiede la cortesia di scrivergli una mail dopo che avrò assaggiato i vini. Ci tiene davvero e mi sembra sincero.  Se di mio gradimento mi promette che quando ci rivedremo si sentirà tranquillo di consigliarmi anche le sue bocce più costose. Più onesto di così…

 

 

 

 

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