MILANO DA BERE : ENOTECA IL CAVALLANTE

 

 

 

 

Siamo a due passi da Porta Romana in Via Lodovico Muratori ma fuori dal locale non campeggia alcuna insegna. Mancarlo, però, non è possibile visto che occupa ben 4 vetrine (di cui una ad angolo) tutte fronte strada. Al’interno è grazioso e curato pur manentendo una sua impronta minimalista e toni scuri sia nell’illuminazione che nei colori alle pareti. Un posto tranquillo, per me un bonus! Troppo strimenzita la scelta dei piatti se desiderate mangiare ‘seriamente’, inoltre le poche prepazioni sono tutte ‘fredde’ quindi d’inverno non proprio il massimo. Io ho preso del salmone con abbinato (da me) un  tortino di riso e funghi e mi è andata bene.

 

 

 

Anche l’offerta dei vini al calice risulta esageratamente ridotta, in realtà ci trovi dentro di tutto: bollicine, un bianco semplice e beverino, un bianco più strutturato ed alcolico, stesso dicasi per i rossi. In tutto poco meno di una decine di referenze che ritengo per un luogo del vino davvero insufficienti.  Più interessante l’offerta a scaffale (non ha una carta quindi vi dovete alzare e girovagare per il locale alla ricerca della ‘vostra’ etichetta per la serata) che alterna l’offerta di produttori conosciuti e, di conseguenza, un pò scontati ad etichette valide e, spesso, fuori dai riflettori mediatici. L’iniziativa più riuscita mi è parsa, in questo senso, di contrassegnare  quelle con il miglior rapporto qualità-prezzo evidenziando il prezzo con un gessetto bianco direttamente sul vetro della bottiglia.  Ciò consente una loro rapida visualizzazione ed individuazione. E così la mia scelta è caduta su un Pinot Nero altoatesino, il Panigl 2010 di Klosterhof. Un rosso che nonostante il dichiarato impiego di cloni francesi e barriques di rovere francese, io ho trovato molto Sudtirol, molto Lago di Caldaro (nasce su una collina giusto sopra il lago), molto Blauburgunder insomma più che Pinot Noir. Struttura snella ed elegante che supporta un impianto aromatico cartaterizzato da un’intensa e selvatica speziatura, beva coerente, dinamica e sapida solo lievemente sporcata da un finale leggermente amarognolo. Niente di sconvolgente, direi affidabile, il che  giustifica e mi fa valutare ben spesi i suoi 15 euro.

 

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