ADAM 2008 Cantina Giardino

 

 

 

 

«Il vino è elemento vivente, quindi cangiante e irripetibile. Proprio pensando alla trasformazione, mi viene in mente l’immagine di due elementi che interagiscono: il tempo al di fuori del contenitore e il tempo al suo interno. Conservazione, evoluzione, capacità e incapacità di affrontare questa duplice accezione di tempo sono uniti da cause, tempistiche, casualità e momenti che si appellano a ossidazione e contaminazioni dove tardi e presto diventano categorie relative».

(Kairos e il vino naturale Porthos)

Coincidenza ha voluto che bevessi il Greco di Cantina Giardino proprio la sera della stesso giorno in cui avevo letto il resoconto di una degustazione di vini naturali nel tempo curata dalla rivista Porthos. Effettivamente mi rendo conto che, ormai, ha sempre meno senso, parlare di vini giovani, evoluti, maturi relativamente al solo tempo trascorso. Fino a qualche anno fa, soprattutto per i bianchi, si tendeva a considerare ‘vecchi’ vini con appena qualche anno sulle spalle. Le eccezioni a questo tipo di ragionamento erano davvero poche ed i luoghi comuni, ahimè, sempre in agguato (‘solo’ riesling, borgogna e i soliti noti, produttori illuminati dello stivale). Oggi è quasi vero l’estremo, e l’eccesso, opposto. Si tende ad aspettare vini che non hanno alcuna prospettiva di invecchiamento, nati già spenti subito dopo l’imbottigliamento. Di contro bianchi come questo vinificati in condizioni estreme non andrebbero bevuti prima che la ricchezza di cotanta materia abbia trovato un suo, primo, giustificato equilibrio in bottiglia. Complessità, eleganza, persistenza, una straordinaria generosità di sensazioni tattili e olfattive, un saturante dinamismo gustativo. Una bottiglia assolutamente da non perdere!

 

 

 

 

 

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