‘MIS EN ABYME’

 

 

E’ possibile mettere assieme le idee di ‘novità’ e di ‘tradizione’ ? Come dobbiamo intendere l’idea di tradizione ? Non dobbiamo dimenticare che una tradizione è sempre dinamica, non è mai un museo di nostalgie. E’ esattamente nel momento in cui una tradizione si ferma che muore. Ripetere ciò che è stato già fatto non rafforza la tradizione, anzi la indebolisce. La tradizione è un punto di arrivo ma anche e sempre un punto di partenza. Incitando la tradizione a pensare. Una continuità che non abbiamo ancora pensato. Effettivamente, una tradizione dovrebbbe intrecciare momenti di continuità e momenti di discontinuità, attenzione e omaggio nei confronti del passato e sperimentazione e ricerca verso il futuro. Una tradizone senza passato è vuota, una tradizione senza futuro è cieca. Se il futuro non può modificare il passato, può mutare il senso del passato: ecco un’altra dimensione di una tradizione autentica.

 Ecco, allora, la soluzione di un problema etico-politico fondamentale e quotidiano: come esprimere la propria voce dentro una vera interazione sociale. Il problema è centrale nella tradizione. Ci vuole una democrazia degli individui invece della solita democrazia di massa. Una difficoltà esenziale è capire quale limite sia necessario all’individualità per mantenere la coesione, vedere come sia possibile trovare l’integrazione degli individui senza produrre l’uniformità. La più vitale tradizione democratica dovrebbe essere un insieme di lavoro, trasformazione e flusso. Una disciplina davvero creativa. Scoprire nuove dimensioni della creatività. E’ come se la propria creatività venisse fuori e si sviluppasse spinta da una sfida nel contesto della fiducia reciproca. Non è soltanto l’estetica che cerca forme di creatività inedite e coraggiose, ma anche la politica e l’etica. Se volete capire come creare oggi una bellissima, luminosa e valorosa democrazia degli individui…

 

 

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