‘Vorrei un vino per fare bella figura ma che costi poco…’

 

 

 

Sabato sera, sono quasi le 20.00, Conad di via Manzoni, il reparto vino è una piccola (non tanto piccola) curata enoteca (la selezione, per capirci, include nomi quali Pietracupa, Villa Diamante, I Favati, Molettieri, Franz Haas, Cantine del Notaio, Sassicaia…) dove presenzia, sistematicamente, un sommelier professionista gentile e preparato (non il mio ideal tipo ma sa fare il suo mestiere). Si avvicina la classica signora pseudo-benestante di queste parti (sono nato e cresciuto a Posillipo, attualmente vivo in zona, e vi assicuro che la fama del quartiere ricco è inversamente proporzianale al livello delle persone che, ormai, ci abitano…) e chiede un rosso per fare bella figura con gli ospiti con i quali cenerà di lì a poco, l’importante è che costi poco. Farfuglia qualcosa di cui l’unica parola che si capisce è Montalcino. Il sommelier, intelligentemente, la dirotta immediatamente su un Rosso di Montalcino, siamo sui dieci euro, ci può stare, accontentiamo il desiderio del nome con la necessità di contenere il budget. La signora ha un sussulto, ha detto che vuole spendere po-co e comincia a chiedere insistentemente se ci sono bottiglie in offerta (apro e chiudo parentesi, non possiamo darle tutti i torti considerato che in alcuni supermercati, vedi Auchan, a settembre ed ottobre, in occasione della fiera del vino, si vedono davvero cose da pazzi). Il sommelier molto educatamente inzia ad elencare diverse bottiglie di buoni produttori scendendo nella fascia di prezzo intorno ai 5 euro. La signora, però, ha, nel frattempo, cambiato ritornello: vuole una bottiglia di nome in offerta, non conosce quei produttori. Probabilmente o il prezzo ancora non le va bene o a quel prezzo vorrebbe, comunque, una denominazione blasonata in etichetta per fare bella figura…  Il sommelier sempre più imbarazzato non si arrende e cerca di convincerla che se la questione è il prezzo i 5 euro sono il minimo sotto il quale non può soddisfare la richiesta della signora e se vuole una denominazione forte deve essere disposta a pagarla qualcosina in più. La signora si convince e si affida alla bottiglia da 5 euro scelta dal sommelier abbinato ad un prosecco di fascia entry, quello sì in offerta, per l’aperitivo, quindi, si avvia alla cassa.

E vissero tutti felici e contenti…

 

 

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