Mini verticale VIGNA DELLA CONGREGAZIONE 2002-2003-2006

 

 

Fiano di Avellino (selezione)

VILLA DIAMANTE

Montefredane

Irpinia

 

 

In attesa di poter organizzare una verticale più completa che comprenda anche qualche annata più vecchia (e più giovane), ho voluto fare un veloce ripasso di alcuni millesimi, scegliendo quei tre, probabilmente, tra i più diversi partoriti dal genio enologico di Monsieur Antoine Gaita. Tutte, però, hanno mostrato un tratto comune, rivelandosi davvero inossidabili al trascorrere del tempo. Il 2002 è ancora in buona forma nonostante in passato siano girate alcune bottiglie non particolarmente felici. Molti, ricordo (e ne è rimasta traccia sul web) lamentavano un odioso, intenso quanto monocorde odore di pancetta affumicata. Io c’ho sentito dentro, sempre e solo, la sua peculiare ed originale nota di farina di castagne. Una sorta di timbro distintivo che ha accompagnato a partire dal 1997 quasi tutti i suoi millesimi più riusciti. Ed ancora, oggi, difficile a credersi, è ben presente e riconoscibile in questa 2002. Un liquido dal colore integro, divenuto solo decisamente più carico con gli anni. Ampio il ventaglio di profumi che non hanno guadagnato in complessità e profondità ma che hanno conservato l’eleganza floreale, il fascino minerale ed, addirittura, quel rigoroso corredo fruttato che descrivevano il vino alla sua uscita sul mercato. La 2003 si presenta generosa, luminosa, brillante, già alla vista. Sprigiona ed invade le narici con vere e proprie  ondate dolci di zafferano e crema pasticciera innervate di suggestioni idrocarburiche al punto da ricordare nel suo insieme una versione, di quelle giuste, di un riesling (sicuramente) non trocken o, meglio, di un alsaziano. Un pizzico di delusione ha, invece, accompagnato l’ultima bevuta. Un concentrato di mineralità ed essenzialità, esatto opposto della 2003. Gioca in sottrazione su una struttura rigida e austera ed un profilo olfattivo preciso, riservato e poco espansivo.  La 2006 è stata esaltata, al suo esordio, da tutti pur con qualche riserva che era più o meno sempre la stessa. Come evolverà ?! Ebbene non so se è un bene o un male ma ogni volta che ne stappo una bottiglia ritrovo il vino allo stesso punto e il dilemma rimane irrisolto. Non cede in nessuna direzione che se da un lato è positivo dall’altro non permette al vino di evolversi, di stratificarsi ed arricchirsi in termini di sensazioni. Vorrà dire che dovrò conservare le mie ultime bottiglie il più a lungo possibile… 

 

 

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