Mini verticale FIANO DI AVELLINO DOCG 2002-2003-2004

 

 

 

 

Ogni volta che scrivo di Guido Marsella non posso fare a meno di ricordare che al suo fiano dedicai il mio primissimo articolo sul web (per la precisione fu pubblicato nella sezione Wine Arena di Winereport, prima che iniziasse la mia collaborazione ufficiale, purtroppo il link si riferisce ad una mia riproduzione essendo l’originale stato rimosso dalla rete). Ho ancora una discreta scorta di bottiglie di questo fianista convinto (non produce altre etichette) che custodisco gelosamente (tenete presente che il produttore non ha stipato nulla in cantina, neanche una bottiglia, delle prime annate commercializzate) ed ogni tanto, con estrema parsimonia, ne stappo qualcuna. Se pensate che sopravvaluti la capacità d’invecchiamento del fiano, e di questo fiano di Summonte, nello specifico, vi sbagliate di grosso. La conferma è venuta, ancora una volta, da questi millesimi in grado di esibire nel bicchiere una forma davvero invidiabile sia dal punto di vista dell’integrità che della freschezza. Sorprendentemente ed incredibilmente, addirittura, vini giovani sotto certi aspetti. Mi riferisco all’intensità olfattiva che quasi stordente quando le bottiglie vengono immesse sul mercato ancora adesso non sembra minimamente scalfita e solo relativamente ridimensionata. Le tre annate in degustazione rispecchiano molto fedelmente il rispettivo andamento climatico. Più elegante  e sottile la 2002, strutturata ed equilibrata la 2004, più generosa e calda la 2003. Profondità e complessità non vengono mai meno, il terroir domina il quadro olfattivo (fiori, frutta, minerali e spezie) sostenuto da un sostanzioso contributo balsamico. La diversa identità di ogni singola annata, in questo senso, diventa solo una questione di sfumature. Il colore, in particolare della 2002, potrebbe ingannare a prima vista, per i riflessi leggermente ambrati, che ha assunto col trascorrere del tempo ma è un segnale trascurabile di una presunta  ossidazione neanche lontanamente in corso. Se facciamo riferimento alla famosa collina con la quale spesso si  descrive la curva evolutiva di un vino qui siamo ancora in un crescendo, sempre vicini all’apice ma senza alcun accenno a voler imboccare la discesa. Non mi resta che consigliarvi di spulciare con la massima attenzione la carta dei vini di qualche ristoratore illuminato, il prezzo è accessibile, il bicchiere una garanzia. 

 

 

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