Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C. - La metafora del (vino) naturale

Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.


"Il vino di qualità migliore è quello moderatamente forte e dal profumo delicato. Quando penetra in bocca, lusinga le narici e conforta il cervello. Si lega bene al palato senza ferirlo, al cuore dà gioia ed allegria!."(Le segré des segrez). Riflessioni per ricollocare il Vino nell'ambito di una cultura dietetica ed estetica. Per tradurre la degustazione in emozioni e sensazioni. Per rileggere etichette e vini nel segno della tradizione e della convivialità. Un viaggio nell'interiorità del vino. Una questione di rispetto e di gusto. Un diario personale per ripercorrere assaggi, esperienze e momenti speciali. Nessun riferimento spaziale o temporale. "Uomini dalle piccole ambizioni morali fanno vini (e non solo vini) dalle piccole ambizioni estetiche". Bevo... ergo sum!!!

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La metafora del (vino) naturale

Inviato alle 15:04 il Mar. 1, 2015

 

 

Impariamo a camminare più o meno a un anno di età. A tre anni siamo in grado di farlo in modo automatico. a venticinque entriamo in una stanza e notiamo che tutti ci guardano, ci intimidiamo e di colpo non sappiamo più mettere un piede davanti all'altro. Un attore deve imparare a camminare con consapevolezza, deve poter muoversi sul palco con sicurezza, apparire naturale mentre tutti l'osservano: è un'abilità che bisogna riapprendere in maniera conscia. Sono convinto che un bravo attore dopo aver attraversato quel processo, sia in grado di salire sul palco e di apparire del tutto naturale. C'è una differenza essenziale tra un attore che appare naturale e il macchinista che sale con naturalezza sul palco dopo lo spettacolo. Per via della sua pratica conscia, l'attore si muove con presenza scenica e sono convinto che nel [vino] esista qualcosa di equivalente. Un attore può recitare la parte del furbo, dello stupido o imparare a camminare "in modo naturale". Ma se l'attore deve recitare la parte del giocoliere, deve essere capace davvero di fare il giocoliere. Non è una cosa che si può recitare. Quando vediamo un attore fare il giocoliere sullo schermo, la recitazione scivola via e vediamo solo la persona impegnata in un gioco di destrezza. Stiamo assistendo ad un'abilità umana e non si può fingere. Partire da [ vini ] abbastanza semplici sul piano strutturale da diventare ben presto strutturalmente più densi. Una volta raggiunto il massimo della complessità, [ questi ]subiscono una sorta di cambiamento improvviso e ricominciano a diventare semplici. Ma bisogna attraversare tutto il processo [...] sperimentando con ogni elemento che viene in mente, con ogni variazione per poi tornare a qualcosa di semplice. Scomponendo [il vino] dal punto di vista strutturale, giocandoci [...]

 

 

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