Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C. - FIANO DI AVELLINO 2004 CIRO PICARIELLO

Euthymia: prove tecniche di degustazione a cura di Fabio C.


"Il vino di qualità migliore è quello moderatamente forte e dal profumo delicato. Quando penetra in bocca, lusinga le narici e conforta il cervello. Si lega bene al palato senza ferirlo, al cuore dà gioia ed allegria!."(Le segré des segrez). Riflessioni per ricollocare il Vino nell'ambito di una cultura dietetica ed estetica. Per tradurre la degustazione in emozioni e sensazioni. Per rileggere etichette e vini nel segno della tradizione e della convivialità. Un viaggio nell'interiorità del vino. Una questione di rispetto e di gusto. Un diario personale per ripercorrere assaggi, esperienze e momenti speciali. Nessun riferimento spaziale o temporale. "Uomini dalle piccole ambizioni morali fanno vini (e non solo vini) dalle piccole ambizioni estetiche". Bevo... ergo sum!!!

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FIANO DI AVELLINO 2004 CIRO PICARIELLO

Inviato alle 09:59 il Oct. 6, 2007

 

 

Mi sento un pò Pippo Baudo (devo preoccuparmi?!) ogni volta che penso a Ciro Picariello ed il suo fiano. Perchè tra le pochissime aziende che ho scoperto veramente degne di nota sicuramente questa è tra quelle che hanno successivamente riscosso maggior successo ed unanimi, o quasi, consensi. Sette ettari di vigna tra Summonte e Montefredane di cui cinque coltivati a fiano e due con vitigni a bacca rossa da cui ricava uno "sfuso imbottigliato" dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Ricordo un vinitaly di qualche anno fa quando mi accostai allo stand delll'esordiente Ciro accompagnato, come sempre, dall'immancabile e simpaticissima consorte. Rimasi immediatamente colpito dalla genuinità dei personaggi, il loro sincero raccontarsi e, poi, il loro specchiarsi in quel liquido nel bicchiere così vero ed autentico. Il colore pallido, non particolarmente concentrato ma deciso ed invitante. Il naso ricco, cangiante ed irrequieto, sembra incapace di fermarsi un attimo a raccontarsi, come una persona che ha voglia di dirci tante cose e di dirle tutte insieme. Un frutto agrumato,  integro ed intenso, sfumato dalle suggestioni minerali e quell'effluvio di erbe aromatiche assolutamente straordinario. Al palato, dopo un ingresso solo apparentemente sottile, ritroviamo la baldanza che conduce con passo sicuro e spedito ad una chiosa rinfrancante grazie alla sua freschezza acida ed un'apprezzabile sapidità . Lo abbiniamo alle sonorità psicadeliche e sperimentazioni elettroniche dei Pink Floyd.  "La nostra musica può darvi i peggiori incubi, o lanciarvi nell'estasi più affascinante. Solitamente si verifica questa seconda opzione. Ci accorgiamo che il nostro pubblico smette di ballare: rimangono tutti in piedi, a bocca aperta, in estasi." (Roger Waters)

 

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