ANTOINE GAITA ci ha lasciato…

 

 

 

 

 

 

Caro Antoine,

ho appena appreso la notizia della tua scomparsa. Sono sconvolto ed arrabbiato. Arrabiato con me stesso perchè non riesco proprio a smettere di pensare a tutte quelle volte che ho percorso la salita delle Toppole per recarmi a Montefredane ed ho lanciato uno sguardo furtivo alla tua casa. Volevo fermarmi a salutarti, giusto 5 minuti. Ma sapevo che 5 minuti non sarebbero bastati. Ogni volta che t’incontravo non c’era mai nulla di formale o di banale nelle nostre conversazioni. Iniziavamo a parlare ed il tempo volava. Non posso non pensare alla pazienza con la quale rimanevi ad ascoltarmi e a quel tuo sguardo severo, quasi ammonitore, con il quale reagivi, prima ancora che con le parole, alle mie solite boutade. Non non m’infastidiva il tuo riprendermi con quel garbo tutto tuo, signorile e autentico, al contrario di molti tuoi colleghi… La tua coerenza di pensiero mi lasciava spiazzato di fronte a delle apparenti contraddizioni. Un’integrità rara, speciale, che non mi è dato di riscontrare spesso. Del resto tua era la capacità unica di intervallarlo ad un sorriso. Rimbombano, ancora, nella mia testa le tue sonore, improvvise, complici, risate. Negli ultimi anni mi ero allontanato dai tuoi vini. Non riuscivo a ritrovare l’emozione e il coinvolgimento degli assaggi dei millesimi precedenti. Ancora ultimamente, continuavo a rifugiarmi in quei ricordi attingendo alla mia cantina per stappare e godere le tue memorabili interpretazioni d’antan. Non so darmi una spiegazione a tutto questo (perchè anche i tuoi vini più recenti continuano ad essere, ugualmente, indiscutibilmente, riusciti) se non quella che per me tu rimani una sola cosa con il tuo vino. Ed in quelle vecchie annate c’era, per me, la tua persona, la tua umanità, il tuo racconto, i nostri incontri, le nostre passeggiate in vigna, le nostre bevute al tavolo di casa tua. A quelle più recenti mancava tutto questo, mi mancavi tu. Ti voglio bene. Con stima ed affetto sinceri. Fabio

 

PS Inutile dirti che stasera berrò Vigna della Congregazione.

 

 

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Bellissimo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA LUNGA STRADA DI SABBIA

 

Pier Paolo Pasolini

 

con fotografie di Philippe Séclier

 

Pubblicato in edizione limitata fuori catalogo nove anni fa e ora finalmente disponibile.

 Si tratta di un testo di grande bellezza che continua a colpire per la sua profondità e la sua poesia.

 

Edizioni CONTRASTO

 

 

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WEEK-END CON I PINOT NERO DI STROBLHOF

 

 

Filari di BLAUBURGUNDE (Appiano)

Davvero una piacevole scoperta.

 La cosa che più’ mi ha colpito e più’ mi e’ piaciuta e’ che non sono il classico  vano tentativo di scimmiottare la Borgogna (anche se quello, pur sapendo nulla del produttore, mi sembrerebbe tendenzialmente il modello di riferimento) ma soprattutto non ripropongono la retorica territoriale e autoreferenziale dei pinot neri altoatesini. Quel profilo pseudovegetale  di resina, spezie ed erbe aromatiche molto spesso mal riuscito perche’ fastidiosamente ridondante nel bicchiere. Questi, invece, mi sono apparsi vini puri eleganti ed integri.

 Con la giusta gerarchia d’ambizioni proporzionalmente suddivisa  tra base e riserva (quest’ultima con un legno appena percettibile anche se estremamente ben dosato).

 

 

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Libertè

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un Angelo Vero (Pino Daniele)

 

 

 

 

Seduto in mezzo al traffico
ho visto un angelo vero
volava sopra il Vomero e
il cielo era sereno
da S. Martino vedi tutta quanta la città
col mondo in tasca e senza dirsi una parola
io ti ricordo ancora
seduto in mezzo al panico
nasconde una pistola
Gennaro è in fondo al vicolo
vive con un nodo in gola
città che non mantiene mai le sue promesse
città fatta di inciuci e di fotografia
di Maradona e di Sofia
Ma è la mia città
tra l’inferno e il cielo
dimmi se sei tu
quell’angelo vero
non andare via
è il tempo della musica
ti aspetto giù al portone
ma il lunedì di Pasqua
al porto c’è sempre confusione
la scuola non mantiene
mai le sue promesse
ed io mi perdo ancora
fra le mie pazzie
e le tue bugie
Ma è la mia città
tra l’inferno e il cielo
dimmi se sei tu
quell’angelo vero
non andare via

 

 

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MEMORIES

 

 

Casterlvolturno 31/12/2014

 

 

 

Nusco 31/12/2014

 

 

 

 

Allegria contagiosa 31/12/2014

 

 

 

Fuorigrotta illuminata dai fuochi 1/1/2015

 

 

 

 

Fuorigrotta illuminata dai fuochi 1/1/2015

 

 

 

 

La mia pizza fritta 24/1/2014

 

 

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L’APPARENZA INGANNA

 

 

 

 

‘Adversity has the effect of eliciting talents which in prosperous circumstances would have lain dormant.’

 

Le persone credono a quello a cui vogliono credere!

 

Da te non voglio niente, se non posso avere tutto.

 

La necessità è veramente la madre dell’invenzione.

 

È un falso… Il tizio che lo ha dipinto – agli occhi di tutti – era bravo, quanto un vero pittore. Allora, chi è l’artista? Il pittore, oppure il falsario?

 

L’arte di sopravvivere, è un’avventura che non finisce mai.

 

 

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I VINI DELLE FESTE (2)

 

 

 

 

 

Erbaluce di Caluso

 Le Chiusure

2013

 

FAVARO

 

 

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I VINI DELLE FESTE (1)

 

 

 

Domaine du Clos du Moulin aux Moines

 

VIN NATURE

 

Region : Bourgogne

 

Appellation : Vin de Table

 

Varietal : Pinot Noir

 

Biodynamic

 

Estate : This mythical ‘clos’ has been farmed and harvested since its plantation by the Abbey of Cluny monks, and then by those of the Abbey of Citeaux since 962, continuing until 6 centuries later.

This unique and specific area was chosen by the monks because of the environments qualities/features: a noble abode in the intersection of two valleys at the heart of the Cote de Beaune wine region, walled in by the Clos and penetrated by the Clous River which nourished the mill.

Built in 1650, the blessed chapel and the dovecote of 500 birdhouses, each dedicated to a couple of pigeons, testifies to the status of the Domaine’s historical owners, as the population of pigeons in one’s dovecote was said to be equivalent to that of one’s power and influence in the land. Since 2008, the Andrieu family, Grandfather, Father and Son, has been dedicated to restoring the ancient values of it’s legendary wines, in the spirit of biological agriculture. A globe-trotter with the world at his doorstep at 30 years old, Jordane Andrieu established himself full-time in Auxey-Duresses as the next in place to take on the challenge of the Domaine. He studied and graduated with an Œnologie Technician’s Diploma at the University of Dijon, and spent 3 months acquainting himself with a viticultural career amongst the team on the Domaine. It was at this point that he recruited groundkeeper/winemaker Willy Roulendes, after a long residency at Domaine de Montille, with whom he is gradually rebuilding the Domaine. The biological and biodynamic agriculture practiced on the Domaine encourages a diversified microbial population, and allows the vines’ roots’ to take advantage of all the geological richness in the terroir.

 

Style : The Vin Nature comes from vines positioned opposite the Domaine, which are unjustly classified under the appellation ‘Vin de Table’.  The winemaking is executed naturally, without sulphur and with out any additions whatsoever regardless of what it’s nature may be. Often produces reductive aromas, therefore we advise that you decant it before serving.  The mouth has an immediate expression of Pinot Noir, with aromas of fresh cherry, strawberry and pepper.  A crunchy character, we ask for more after every glass!

 

 Stainless steel vat elevage duration: 10 months

 

 

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UN LIBRO ASSOLUTAMENTE DA LEGGERE…

 

 

 

La storia del corpo umano. Evoluzione, salute e malattia

di Lieberman Daniel

 

 

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